Careddu: cassato il ricorso al Tar si pensi alla sicurezza degli olbiesi

Il capogruppo del Pd commenta la sentenza che valuta corretto il commissariamento dell’ente locale «L’amministrazione non perda più tempo e dia seguito alle opere di mitigazione del rischio idraulico»

OLBIA. Il Piano anti alluvione ricomincia il suo iter. Congelato per un mese dal ricorso al Tar del Comune, cassato poi dal giudice amministrativo, la Regione riprende in mano la gestione delle vasche di laminazione. Il Tar ha fatto una pallina di carta del ricorso dell’amministrazione. Il Comune puntava il dito contro la decisione dell’assessore Paolo Maninichedda di commissariare l’ente locale e usare i tecnici del municipio per portare avanti il lotto delle vasche di laminazione. Il giudice amministrativo ha respinto la richiesta di sospensiva sostenendo tra l’altro il valore superiore della pubblica incolumità della comunità olbiese. La Regione può quindi riprendere il suo lavoro mentre in parallelo va avanti il piano anti-alluvione bis voluto dal sindaco Settimo Nizzi. La commissione di dipendenti e dirigenti comunali sta esaminando le proposte alternative arrivate da tutta Italia. «La sentenza del Tar conferma che il Comune sta continuando a pasticciare su un tema fondamentale per gli olbiesi, cioè quello delle opere di difesa dalle alluvioni – commenta il capogruppo di opposizione, Carlo Careddu –. Spiace rilevare ancora una volta che su un tema così importante, a remare contro e a perdere tempo, sia proprio la nuova amministrazione. Mentre Regione e Governo si sono impegnati fin da subito per risolvere il problema con il finanziamento di un serio piano di opere di mitigazione, la giunta Nizzi non ha fatto altro che impegnarsi per rallentare l’attività in corso anche con un ricorso che fortunatamente, in fase cautelare, non ha trovato accoglimento». Careddu insiste sulla necessità di non perdere tempo per mettere al sicuro la città. «Il Tar ha bocciato l’intera impostazione della richiesta di sospensiva del sindaco affermando, semmai ce ne fosse stato bisogno, che deve essere data tutela prevalente all’interesse alla pubblica incolumità, sotteso all’attuazione degli interventi volti alla mitigazione del rischio idraulico. Pensavo che il concetto fosse chiaro e invece è stato necessario che il tribunale amministrativo lo ribadisse proprio a chi dovrebbe essere più motivato nell’attività di mitigazione, cioè l’amministrazione. Ora l’auspicio è che il sindaco sappia fare tesoro dell’insegnamento dei giudici e proceda responsabilmente e speditamente all’attuazione del piano di opere insieme alla Regione e al Governo. Da parte nostra, ancora una volta troverà la mano tesa per lavorare insieme, nel rispetto dei ruoli, a questa fondamentale

attività. Quando si parla di sicurezza e futuro degli olbiesi sono assolutamente convinto che non ci debbano essere divisioni basate su appartenenze politiche e partitiche differenti, solo un’azione comune all’insegna della responsabilità e della concretezza».

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