Due nuove recinzioni pronte per Capo Ceraso

La società della famiglia Berlusconi Edilizia Alta Italia ha predisposto il progetto Le richieste arriveranno al Suap del Comune entro maggio per il via libera

OLBIA. Il Servizio valutazione ambientale della Regione ha detto sì e il progetto di Edilizia Alta Italia per Capo Ceraso può andare avanti. Due nuove richieste di chiusura dei terreni da parte della società della famiglia Berlusconi arriveranno davanti al Suap del Comune di Olbia a fine mese, con i progetti per la costituzione dei due fondi chiusi in località Monte Muzzone a Capo Ceraso. Si tratta dei due progetti gemelli rispetto a quello originario per la creazione dei fondi chiusi nel paradiso di Capo Ceraso, che pochi mesi fa aveva superato la prova d'appello dopo essere stato respinto in prima istanza dalla Conferenza di servizi convocata presso lo stesso Suap del Comune di Olbia.

Il parere. Il progetto dell'Edilizia Alta Italia, società controllata al 100% dalla Fininvest della famiglia Berlusconi, non era transitato davanti al Suap nella Conferenza di servizi dal momento che, l’unico parere mancante, quello del Savi, il Servizio valutazione ambientale della Regione, era arrivato all’ufficio Urbanistica del Comune nei giorni precedenti. Tecnicamente, acquisito il parere richiesto dal Savi e confermati i pareri positivi già forniti dagli altri enti interessati (Ufficio Dogane, Ufficio per la tutela del paesaggio, Demanio), la pratica aveva ottenuto il via libero definitivo. Il progetto prevedeva la costituzione di un fondo chiuso con recinzione in rete metallica a Capo Ceraso, in regione Monte Muzzone. Si tratta della creazione di un fondo, che appartiene al precedente progetto, tra le spiagge di Capo Ceraso e Li Cuncheddi. A fine maggio, invece, i due progetti gemelli per altrettante recinzioni arriveranno in Conferenza di servizi per l’acquisizione di tutti i pareri richiesti.

Area Zps. Il progetto di chiusura dei terreni era stato bocciato nel maggio 2016 poiché l'intervento ricadeva su una Zps (Zona a protezione speciale) e la norma prevedeva che il progetto per la recinzione dovesse essere preventivamente sottoposto al parere vincolante del Servizio valutazione ambientale della Regione. Il parere sull’incidenza dell'intervento, secondo il Comune di Olbia, andava acquisito prima della presentazione della pratica, che per questo era stata considerata improcedibile. Il Comune di Olbia aveva fatto poi presente che contestualmente andava acquisito anche il parere del Corpo forestale e della Provincia di Sassari in merito al vincolo idrogeologico. L'Edilizia Alta Italia, rappresentata in Conferenza di servizi dal proprio progettista, l'architetto olbiese Giuseppe Priarone, aveva invece eccepito che nella fattispecie la

recinzione costituisse un elemento provvisorio e, di conseguenza, non fosse necessario acquisire un parere preventivo da parte degli uffici competenti. Il parere favorevole del Savi aveva determinato il via libera ai progetti per la recinzione, che ora si completerà con le due nuove chiusure.

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