“Legami”, il racconto dei migranti 

Domani alcuni ragazzi africani parleranno della loro esperienza al liceo artistico

TEMPIO. Sarà il giorno dei bilanci, delle riflessioni a cuore aperto e forse anche dei saluti. Domani, in perfetta coincidenza con la Giornata mondiale del rifugiato, sarà presentata in pubblico l’esperienza di studio e formazione che un gruppo di studenti africani (tutti minori non accompagnati) ha potuto fare nelle aule del Liceo Artistico “De André”, scuola che sta sempre più diventando un felice modello di integrazione e inclusione.

I principali protagonisti di questa esperienza, vale a dire i ragazzi africani ospitati nelle strutture di Aglientu e Calangianus, proveranno a raccontarsi insieme ai loro compagni di classe italiani. Lo faranno, sostenuti anche dagli insegnanti e dagli educatori che li hanno seguiti sin dal loro primo giorno di scuola. Da quando, cioè, la campanella suonò anche per loro, aprendogli le porte di un mondo sconosciuto, che hanno imparato ad attraversare con circospezione e un atteggiamento meno sfiduciato verso la vita. Sarà un racconto lungo, perché tante, e tutte lodevoli, sono state le attività, in classe e non solo, in cui sono stati impegnati. L’importanza dell’incontro spiega la presenza del sindaco Biancareddu e dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Gianni Addis, che apriranno il programma della serata. Questa avrà inizio alle 17,30 nel palazzo degli Scolopi. Seguiranno gli interventi della Ds, Maria Chiara Demuro, di molti insegnanti (Sara Puggioni, Valentina Balata, Fabio Solinas, Maria Rosa Carboni, Caterina Frassetto, Pina Puggioni, Viviana Biancu, Marzio Tamponi, Ugo Cubeddu) e specialisti (Andrea Pira, Patricia Satta, Carlo Fenu). Sarà bello assistere al dialogo tra i ragazzi africani (Aboubakar Diarrasouba e Abdoulaye Sanogo) e i loro coetanei (Chiara Conti, Giovanni Frau, Beatrice Cusseddu). Tante voci per descrivere la ricchezza di un progetto che non ha precedenti nel territorio: dal corso di italiano con docenti specializzati nell'Italiano L2 alla testimonianza dello psicologo che ha lavorato all'interno delle classi per sostenere il processo di incontro e convivenza; dall’arte terapia alla produzione di un cortometraggio sulle
attività realizzate. Il video, che sarà proiettato per la prima volta martedì, avrà il compito di far capire alla comunità la grande opportunità che l'arrivo dei giovani migranti ha rappresentato per la scuola che li ha accolti e, molto probabilmente, per la stessa città. (g.pu.)

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