Olbia, i beni confiscati in dono alla Caritas 

Operazione solidarietà voluta dalla Finanza con la procura della Repubblica

OLBIA. Venivano venduti come filati pregiati, cashmere e mohair, in realtà erano composti al 100% da acrilico. Ottomila capi di abbigliamento dei 15mila sequestrati a novembre dalla guardia di finanza di Olbia in un’operazione mirata al contrasto delle frodi nel settore tessile, sono stati donati alla Caritas di Olbia. I falsi filati pregiati sono stati consegnati ieri all’associazione di volontariato dai finanzieri del Gruppo di Olbia guidati dal comandante Marco Salvagno, alla presenza del comandante regionale, generale di Brigata Bruno Bartoloni e del procuratore della Repubblica di Tempio Pausania Domenico Fiordalisi che ha coordinato le indagini. «L’alternativa era la distruzione», ha spiegato il procuratore. Anziché distruggerli, invece, sono stati destinati alle famiglie bisognose che li riceveranno attraverso la Caritas, rappresentata dal parroco don Gianni Sini.

Da tutti i capi di abbigliamento è stata eliminata la falsa
etichettatura.

L’operazione della guardia di finanza aveva interessato 19 negozi della Gallura gestiti in gran parte da cittadini cinesi. Una rilevante frode in commercio a danno non solo degli acquirenti ma anche degli operatori commerciali vittime della concorrenza sleale.

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