Sulla Rsa il dubbio dell’accreditamento
di Giampaolo Meloni
La Funzione pubblica-Cgil vuole chiarimenti anche dalla Regione sul servizio alla “Sole di Gallura” acquisita da Kos
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OLBIA. Una sorta di quiete prima della tempesta sembra avvolgere in queste ore la situazione della Rsa “Sole di Gallura” di Olbia. Dopo la notizia che la residenza sanitaria assistita di via Tavolara è stata aggiudicata dall’Inail, proprietaria dello stabile, alla Kos Spa, con sede a Milano, ex Holding di Sanità e Servizi S.p.A., un colosso nazionale che si occupa di gestione di strutture sanitarie di ricovero e cura, prevalentemente nel settore della terza età, però, i sindacati stanno cominciando a muoversi.
I primi segnali sono arrivati dalla Cgil Funzione pubblica, che con la segretaria territoriale, Luisella Maccioni, sta compiendo i primi passi per verificare soprattutto la situazione di stallo che riguarda la procedura di accreditamento. L’aggiudicazione definitiva dello stabile resta, infatti, al momento svincolata dallo svolgimento del servizio di Rsa, poiché la procedura di accreditamento da parte dell’assessorato regionale alla Sanità per i posti letto della Rsa “Sole di Gallura” ha subìto una momentanea sospensione, probabilmente per la decisione della cooperativa “La Fenice” di mantenere le proprie prerogative impedendo alla nuova società di subentrare, con quella che tecnicamente si chiama “voltura”, nel medesimo servizio.
Mistero Fenice. La posizione della cooperativa che fino al 18 febbraio scorso aveva svolto il servizio di Residenza sanitaria assistita resta ignota, dal momento che il telefono della presidente della cooperativa, Edi Pisu, risulta disattivato. Così come la procedura di liquidazione volontaria, che avrebbe dovuto chiudere l’esperienza della cooperativa nella gestione del servizio assistenziale svolto nella struttura di via Tavolara, non risulta essere mai stata portata a conclusione. L’unica certezza è che La Fenice, ufficialmente morosa per il mancato versamento di alcuni canoni di affitto, avrebbe riconsegnato le chiavi dello stabile proprio all’Inail, proprietario del palazzo di via Tavolara.
La Kos. Si tratta di vedere se ora i vertici di Kos procederanno con la richiesta di un nuovo accreditamento o La Fenice decida di cedere il proprio. L’Inail si era fatto infatti garante insieme al Comune della ripartenza del servizio di Rsa e la nuova società avrebbe garantito il riassorbimento della maggior parte del personale de La Fenice, che era stato licenziato per cessazione dell’attività. I sindacati vogliono vederci chiaro e nelle prossime ore dovrebbero chiedere un incontro ufficiale con il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi.
L’assessorato. Pare che informalmente della questione sia stato messo al corrente anche l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru. Il quale, tuttavia, in queste ore è impegnato in Consiglio regionale con la Commissione Sanità per la riforma della rete ospedaliera, ma che comunque poco potrebbe fare su procedure di accreditamento che seguono rigorose regole amministrative. La società Kos risulta dunque aggiudicataria dello stabile di via Tavolara, dopo il bando che prevedeva un canone di locazione a base d’asta a partire dalla cifra di 300 mila euro l’anno (25 mila euro al mese), per una durata di sei anni rinnovabili per altri sei.
Lo stabile ha una superficie commerciale valutata in 6.600 metri quadrati, composta da quatto piani, più un piano seminterrato e due piani interrati: con una capacità alberghiera di 137 posti letto distribuita su 66 camere doppie e 5 camere singole.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I primi segnali sono arrivati dalla Cgil Funzione pubblica, che con la segretaria territoriale, Luisella Maccioni, sta compiendo i primi passi per verificare soprattutto la situazione di stallo che riguarda la procedura di accreditamento. L’aggiudicazione definitiva dello stabile resta, infatti, al momento svincolata dallo svolgimento del servizio di Rsa, poiché la procedura di accreditamento da parte dell’assessorato regionale alla Sanità per i posti letto della Rsa “Sole di Gallura” ha subìto una momentanea sospensione, probabilmente per la decisione della cooperativa “La Fenice” di mantenere le proprie prerogative impedendo alla nuova società di subentrare, con quella che tecnicamente si chiama “voltura”, nel medesimo servizio.
Mistero Fenice. La posizione della cooperativa che fino al 18 febbraio scorso aveva svolto il servizio di Residenza sanitaria assistita resta ignota, dal momento che il telefono della presidente della cooperativa, Edi Pisu, risulta disattivato. Così come la procedura di liquidazione volontaria, che avrebbe dovuto chiudere l’esperienza della cooperativa nella gestione del servizio assistenziale svolto nella struttura di via Tavolara, non risulta essere mai stata portata a conclusione. L’unica certezza è che La Fenice, ufficialmente morosa per il mancato versamento di alcuni canoni di affitto, avrebbe riconsegnato le chiavi dello stabile proprio all’Inail, proprietario del palazzo di via Tavolara.
La Kos. Si tratta di vedere se ora i vertici di Kos procederanno con la richiesta di un nuovo accreditamento o La Fenice decida di cedere il proprio. L’Inail si era fatto infatti garante insieme al Comune della ripartenza del servizio di Rsa e la nuova società avrebbe garantito il riassorbimento della maggior parte del personale de La Fenice, che era stato licenziato per cessazione dell’attività. I sindacati vogliono vederci chiaro e nelle prossime ore dovrebbero chiedere un incontro ufficiale con il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi.
L’assessorato. Pare che informalmente della questione sia stato messo al corrente anche l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru. Il quale, tuttavia, in queste ore è impegnato in Consiglio regionale con la Commissione Sanità per la riforma della rete ospedaliera, ma che comunque poco potrebbe fare su procedure di accreditamento che seguono rigorose regole amministrative. La società Kos risulta dunque aggiudicataria dello stabile di via Tavolara, dopo il bando che prevedeva un canone di locazione a base d’asta a partire dalla cifra di 300 mila euro l’anno (25 mila euro al mese), per una durata di sei anni rinnovabili per altri sei.
Lo stabile ha una superficie commerciale valutata in 6.600 metri quadrati, composta da quatto piani, più un piano seminterrato e due piani interrati: con una capacità alberghiera di 137 posti letto distribuita su 66 camere doppie e 5 camere singole.
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