il colosso
Servizi e cure per la terza età il core business della società
OLBIA. La Kos Spa, con sede a Milano, ex Holding di Sanità e Servizi S.p.A., è un colosso nazionale che si occupa di gestione delle strutture sanitarie di ricovero e cura, prevalentemente nel settore...
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OLBIA. La Kos Spa, con sede a Milano, ex Holding di Sanità e Servizi S.p.A., è un colosso nazionale che si occupa di gestione delle strutture sanitarie di ricovero e cura, prevalentemente nel settore della terza età. La società è nata nel 2002 ed è stata fondata da Rodolfo De Benedetti.
L’offerta presentata inizialmente da Kos Care Srl per la struttura di via Tavolara, a Olbia, era strettamente collegata alla sua destinazione d’uso, con il futuro mantenimento di un servizio di Rsa nel territorio di Olbia.
Il bando specificava con molta chiarezza che la destinazione comprende le Rsa, le case protette, le residenze assistite, i centri diurni e ogni altro tipo di accoglienza residenziale transitoria.
Potranno inoltre essere svolte in via residuale le attività accessorie a quelle primarie, quali poliambulatorio (anche intramoenia), riabilitazione e trasporto malati.
La sua destinazione è terziaria e risulta vincolata alle finalità sociali di Residenza sanitaria assistita e attività assimilabili ai sensi della legge 270/97 (Grande Giubileo del 2000) fino al 2020 compreso. Si tratta di vincoli che avrebbero dovuto garantire, almeno fino al 2020, la sopravvivenza di un servizio considerato essenziale per il territorio.
La sua chiusura aveva suscitato reazioni molto sdegnate da parte delle famiglie dei pazienti, costretti al trasferimento nelle strutture che sorgono a Padru e Tempio Pausania. Enormi i disagi per chi deve fare decine di chilometri in più per andare a trovare i proprio parenti nei comuni vicini. (gdm)
L’offerta presentata inizialmente da Kos Care Srl per la struttura di via Tavolara, a Olbia, era strettamente collegata alla sua destinazione d’uso, con il futuro mantenimento di un servizio di Rsa nel territorio di Olbia.
Il bando specificava con molta chiarezza che la destinazione comprende le Rsa, le case protette, le residenze assistite, i centri diurni e ogni altro tipo di accoglienza residenziale transitoria.
Potranno inoltre essere svolte in via residuale le attività accessorie a quelle primarie, quali poliambulatorio (anche intramoenia), riabilitazione e trasporto malati.
La sua destinazione è terziaria e risulta vincolata alle finalità sociali di Residenza sanitaria assistita e attività assimilabili ai sensi della legge 270/97 (Grande Giubileo del 2000) fino al 2020 compreso. Si tratta di vincoli che avrebbero dovuto garantire, almeno fino al 2020, la sopravvivenza di un servizio considerato essenziale per il territorio.
La sua chiusura aveva suscitato reazioni molto sdegnate da parte delle famiglie dei pazienti, costretti al trasferimento nelle strutture che sorgono a Padru e Tempio Pausania. Enormi i disagi per chi deve fare decine di chilometri in più per andare a trovare i proprio parenti nei comuni vicini. (gdm)
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