Turismo, nel parco della Maddalena l’invasione dei barbari

Tagliati i cavi che proteggono le spiagge dall’ingresso delle barche. Violato anche il paradiso di Budelli. Il custode denuncia su Facebook: rubata la sabbia

OLBIA. Coltello in tasca e bottigliette vuote nello zaino. È questo il kit dei pirati del mare dell’arcipelago. I diportisti della settimana di Ferragosto tagliano i cavi tarozzati in alcune delle spiagge più belle dell’arcipelago. Da Cala Corsara a Cala Coticcio a Cala Granara. Violano il divieto di ormeggio alle boe delle barche da traffico. Entrano nelle spiagge vietate per raschiare un po’ di granelli proibiti da mettere in bottiglia o farsi un bagno nelle acque protette. Nell’arcipelago preso d’assalto dai vacanzieri in questa settimana di Ferragosto il numero di cafoni si moltiplica. Per il Parco e per gli uomini della capitaneria di porto un super lavoro. 22 i dipendenti dell’ente verde organizzati in turni e distribuiti su otto gommoni. Tre le motovedette della Guardia costiera impegnate a pattugliare 180 chilometri di costa.

Cavi tarozzati. Cala Corsara, Cala Granara, Cala Coticcio, Cavalieri, Cala D’Alga. I diportisti maleducati nella settimana di Ferragosto si sono divertiti a tagliare i cavi tarozzati che proteggono le spiagge dall’assalto delle barche. Una volta eliminata la protezione, gommoni e yacht sono entrati nello specchio di mare protetto. Ma la pacchia è durata ben poco. I gommoni del Parco sono intervenuti perfino a Ferragosto per ripristinare le barriere.

Boe di ormeggio. Quest’anno il Parco ha deciso di scoraggiare le barche che fanno il tour turistico delle isole a far sbarcare le persone in spiaggia. Chi resta a mollo nel blu ha diritto a portare più passeggeri. Per venire incontro ai barconi, evitare l’ancoraggio e garantire una sosta in sicurezza, l’ente ha sistemato delle boe di ormeggio a loro dedicate. Boe riservate, come recita la doppia scritta in italiano e inglese. Peccato che in continuazione gli addetti del Parco vengano chiamati perché le boe sono occupate dalle barche da diporto. Un po’ come quando a terra i parcheggi di un condominio vengono colonizzati dalle altre auto.

Furto di sabbia? Il custode di Budelli, l’anziano Mauro Morandi, sceglie Facebook per denunciare un probabile furto di sabbia. È la presenza nella notte del 14 agosto di turisti sulla sabbia protetta della Spiaggia Rosa. Morandi scrive di aver ritrovato decine e decine di orme sui granelli rosa la mattina del 15 agosto. «Ma nessuno parli di invasione di Budelli – precisa il commissario del Parco, il comandante della Capitaneria di porto Leonardo Deri –. Dall’inizio della stagione il signor Mauro ci avrà fatto tre segnalazioni, per lo più di persone che con la canoa superano i cavi tarozzati. In questo ultimo caso non ci ha nemmeno avvisati. E che si sia trattato di un furto di sabbia è tutto da dimostrare. Sia come Parco che come Capitaneria, in particolare in queste settimane di presenze record, siamo presenti con 22 persone dell’ente in mare e tre motovedette della Capitaneria. Lavoriamo a un impianto di videosorveglianza su Budelli, ma si tratta di un progetto complesso che ha bisogno ancora di tempo. Di certo l’isola non è presa d’assalto dai vandali. Le situazioni di difficoltà vanno cercate in alcuni punti dell’isola in cui i bagnanti, per esempio, continuano ad abbandonare i rifiuti costringendoci a intervenire continuamente».

I controlli. Tenere sotto stretta sorveglianza 180 chilometri di costa non è impresa facile. A meno che non si voglia militarizzare l’arcipelago piazzando un gommone in ogni spiaggia. «Rispetto al passato quest’estate sono stati fatti grossi passi avanti – aggiunge

il commissario Deri –. Oltre ai controlli a mare, con i dipendenti del Parco che fanno bigliettazione ma anche informazione e controllo ci sono le guide ambientali, 5 falegnami e un operaio che ogni giorno ripristinano i sentieri e le protezioni delle dune».
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