L’autunno caldo in Gallura comincia dall’ex Provincia

Venerdì sciopero e assemblea in via Nanni con i sindaci e i consiglieri regionali L’appello di Cgil, Cisl e Uil: ripartiamo dalla necessità di governare il territorio

OLBIA. L’autunno caldo dei lavoratori in Gallura comincia dall’ex Provincia. Venerdì sciopero e assemblea generale dei dipendenti con la partecipazione dei sindaci e dei consiglieri regionali del territorio. L’appello alla mobilitazione giunge dalle segreterie di Cgil, Cisl e Uil Funzione pubblica che allo sciopero nazionale dei dipendeni delle ex province aggiungono motivazioni esclusive che si riassumono in una sola parola: autonomia. Insomma, come annunciano le organizzazioni sindacali, riparte la battaglia «per rimettere al centro dell’iniziativa politica l’urgenza e la necessità di governare la Gallura». Una battaglia che parte da un punto fermo politico, cioè la proposta di legge regionale bipartisan avanzata da tutti i consiglieri regionali galluresi (Giuseppe Meloni, Giuseppe Fasolino, Pierfranco Zanchetta e Giovanni Satta) per l’istituzione della provincia. Una iniziativa forte che ha bisogno però di una forte spinta popolare che solo le amministrazioni locali e le forze sociali possono garantire. Il sindacato batte un colpo e muove il primo passo, venerdì mattina (appuntamento alle 11 nella sala consiliare dell’ex Provincia, in via Nanni) si conteranno le adesioni e si peserà la consistenza del movimento.

«Siamo consapevoli – dice Luisella Maccioni, per conto di Cgil, Cisl e Uil Funzione pubblica – come lavoratori e prganizzazioni sindacali dell’ex Provincia Olbia-Tempio di offrire a una discussione seria sul “cambiamento” e sugli effetti delle norme che hanno riformato il sistema delle autonomie locali in Italia e in Sardegna sapendo che da quando gli enti locali sono stati “riformati” di certo nulla è stato aggiunto e parecchio è stato tolto alla capacità di azione efficiente ed efficace delle Province. Basti pensare ai continui tagli delle risorse, alle troppe situazioni di dissesto finanziario degli enti territoriali, alla riforma degli assetti amministrativi rimasta incompiuta, alla questione irrisolta dei contratti nazionali bloccati e dei contratti integrativi sospesi in un limbo di vertenze e contenziosi ancora aperti». «Insomma – aggiunge la segretaria della Cgil Funzione pubblica – una situazione che sta evidenziando la crisi drammatica in cui versano Province ed è la dimostrazione chiara di quanto abbiano inciso negativamente le scellerate scelte politiche adottate in questi anni e che hanno condotto al collasso queste istituzioni, spogliando i territori dalla loro capacita programmatoria accentrando verso la Regione, in misura formidabile, compiti e funzione delle ex Province sarde. È evidente che si è arrivati alla definizione di un nuovo assetto degli enti locali con colpevole ritardo, che ha fatto pagare al cittadino e al personale dipendente i costi della mancata programmazione: dalla chiusura di servizi allo svuotamento dei posti in organico, dall’impossibilità di garantire servizi essenziali,
all’assenza di programmazione. Per questo motivo, venerdì i lavoratori sciopereranno per denunciare le difficoltà economiche delle province ma anche per rilanciare l’iniziativa politica sulla necessità di governare il territorio gallurese».

@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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