il processo
Tassi fuori legge assolti i dirigenti di due banche
OLBIA. Non hanno applicato tassi di interesse usurari. In un processo lampo che si è aperto e chiuso ieri mattina davanti al collegio presieduto dal giudice Marco Contu, i cinque imputati per usura...
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OLBIA. Non hanno applicato tassi di interesse usurari. In un processo lampo che si è aperto e chiuso ieri mattina davanti al collegio presieduto dal giudice Marco Contu, i cinque imputati per usura – presidenti e direttori di banca – sono stati assolti “perché il fatto non sussiste”.
Enrico Salza, presidente di Banca Intesa Sanpaolo dal 2007 al 2014, difeso dall’avvocato Marcello Ronfani del Foro di Torino, e Giorgio Mazzella, rappresentante legale del Credito Sardo dal 2009 al 2011, difeso dall’avvocato Matteo Mangia del Foro di Milano, erano stati rinviati a giudizio ad aprile, insieme ai tre direttori delle filiali di Olbia e Nuoro della Banca di Credito Sardo che si erano succeduti negli anni: Sandro Melis (Nuoro), Patrizia Pillai (Olbia) e Maria Maddalena Raimonda Era (Nuoro), tutti e tre difesi dall’avvocato Mangia. Ai cinque veniva contestato il reato, in concorso tra loro, di usura bancaria nei confronti di una società, la Fidia srl, con sede a Olbia, che gestiva diversi supermercati in Gallura.
Secondo l’accusa, le due banche, Intesa Sanpaolo prima e Credito Sardo, poi (quando è stata acquisita da Intesa Sanpaolo), avrebbero applicato tassi usurari sugli interessi relativi al fido del conto corrente intestato alla società nel periodo che va dal 2003 al 2011. Tassi di interesse oltre la soglia stabilita dalla normativa della Banca d’Italia. Prima che si aprisse il processo, la parte offesa rappresentata dall’avvocato Fabio Varone, ha rinunciato alla costituzione di parte civile. Il legale ha tenuto riservate le ragioni della decisione. A conclusione di una breve camera di consiglio, il collegio dei giudici ha assolto i cinque imputati prendendo atto che la consulenza dello stesso pubblico ministero, affidata al perito Giorgio Canali, aveva escluso l’ipotesi di usura, confermando la correttezza dell’operato delle banche. (t.s.)
Enrico Salza, presidente di Banca Intesa Sanpaolo dal 2007 al 2014, difeso dall’avvocato Marcello Ronfani del Foro di Torino, e Giorgio Mazzella, rappresentante legale del Credito Sardo dal 2009 al 2011, difeso dall’avvocato Matteo Mangia del Foro di Milano, erano stati rinviati a giudizio ad aprile, insieme ai tre direttori delle filiali di Olbia e Nuoro della Banca di Credito Sardo che si erano succeduti negli anni: Sandro Melis (Nuoro), Patrizia Pillai (Olbia) e Maria Maddalena Raimonda Era (Nuoro), tutti e tre difesi dall’avvocato Mangia. Ai cinque veniva contestato il reato, in concorso tra loro, di usura bancaria nei confronti di una società, la Fidia srl, con sede a Olbia, che gestiva diversi supermercati in Gallura.
Secondo l’accusa, le due banche, Intesa Sanpaolo prima e Credito Sardo, poi (quando è stata acquisita da Intesa Sanpaolo), avrebbero applicato tassi usurari sugli interessi relativi al fido del conto corrente intestato alla società nel periodo che va dal 2003 al 2011. Tassi di interesse oltre la soglia stabilita dalla normativa della Banca d’Italia. Prima che si aprisse il processo, la parte offesa rappresentata dall’avvocato Fabio Varone, ha rinunciato alla costituzione di parte civile. Il legale ha tenuto riservate le ragioni della decisione. A conclusione di una breve camera di consiglio, il collegio dei giudici ha assolto i cinque imputati prendendo atto che la consulenza dello stesso pubblico ministero, affidata al perito Giorgio Canali, aveva escluso l’ipotesi di usura, confermando la correttezza dell’operato delle banche. (t.s.)
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