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La Clea verso lo sciopero: «La Assl paghi le fatture»

I lavoratori della lavanderia rischiano di non prendere stipendio e tredicesima Nell’assemblea in fabbrica dipendenti compatti nelle azioni di protesta

OLBIA. Verso lo sciopero. I lavoratori della Clea marciano compatti verso l’astensione dal lavoro. Dopo essere scesi in piazza lo scorso anno per rivendicare il diritto a non finire rottamati dalla crisi, i dipendenti della lavanderia industriale sono di nuovo in trincea. I loro conti correnti sono in attesa dell’accredito dello stipendio. Un miraggio. L’azienda della famiglia Iervolino ha già comunicato che non ha i soldi per pagare i salari dei 59 dipendenti. Una crisi di liquidità legata al mancato pagamento del servizio di lavaggio della biancheria degli ospedali dal mese di maggio. Gli stipendi dovevano essere accreditati sui conti dei lavoratori già la scorsa settimana. Ma neanche un euro arriverà nelle tasche dei dipendenti se le Assl di Nuoro e Sassari non salderanno le fatture dei mesi scorsi.

L’assemblea. Si respira rabbia mista a voglia di combattere nell’assemblea di metà mattina della Clea. Nel freddo polare del capannone in zona industriale, sono i lavoratori a scaldare l’atmosfera. Bianca Iervolino, moglie del patron di Clea, Gianni, spiega i problemi di liquidità a causa dei rapporti poco felici con le due aziende della salute di Sassari e Nuoro. Il lavoro di lavaggio e sterilizzazione della biancheria, dal mese di maggio, viene svolto gratis dalla Clea. L’equazione è un calcolo elementare. Senza soldi delle Assl non ci saranno stipendi. E nemmeno tredicesime.

Le proteste. Guerrieri, combattivi. I dipendenti della Clea sono pronti a scioperare e ad andare fino a Sassari per manifestare davanti all’ospedale o alla sede della Assl. «Rivendicano il loro diritto ad avere lo stipendio per il lavoro fatto – commenta Marino Bussu, segretario Filctem Cgil –. Chiediamo alle Assl di pagare la Clea in modo che possa saldare gli stipendi». Pensiero che viene condiviso anche da Luca Velluto, segretario Femca-Cisl. I dipendenti sono pronti ad astenersi dal lavoro per chiedere il rispetto del loro diritto.

Incontro con il prefetto. «I lavoratori erano pronti a scioperare anche subito, ma ci sono delle regole da rispettare per legge, un preavviso e l’organizzazione della manifestazione – spiega il segretario Bussu –. Di certo c’è la volontà di andare avanti anche con manifestazioni di protesta. Abbiamo chiesto un incontro al prefetto. Una situazione di questo tipo non è tollerabile».

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