Olbia, lotta alla violenza sulle donne: mostra e convegno su Etty Hillesum

Presentate le iniziative di Prospettiva donna, associazione capofila del progetto della Regione  "Sardegna a scuola"

OLBIA. Una mostra e un convegno a Olbia con al centro la straordinaria figura, emblematica della nonviolenza, di Etty Hillesum. L'esposizione, in prima regionale, organizzata dal Centro Antiviolenza Prospettiva Donna in collaborazione con l'associazione culturale italo tedesca di Olbia (Acit), sarà allestita al Museo Archeologico dal 25 gennaio (Giornata della Memoria) all'8 marzo, Festa della donna.

Due date significative. «L'idea nasce dalla consapevolezza, come ha insegnato questa geniale pensatrice morta ad Auschwitz che le molteplici forme di violenza abbiano un' unica radice che nutre l' odio e conduce alla perdita di umanità», ha spiegato Patrizia Desole, responsabile di Prospettiva Donna. Le due iniziative, incentrate sul messaggio nonviolento, di profonda umanità della scrittrice e pensatrice olandese di origine ebraica, sono i due eventi di punta di 'Sas, Sardegna a scuola', ampio progetto di formazione per le Secondarie dell'Isola sulla prevenzione della violenza di genere, l'educazione alla parità e al rispetto delle differenze.

La formazione è stata affidata dall'assessorato regionale alla Cultura ai Centri Antiviolenza della Sardegna, capofila Prospettiva Donna. Coinvolge anche gli altri sei centri: Donne al Traguardo e Donna Ceteris di Cagliari, Donna Eleonora di Oristano, Onda Rosa di Nuoro, Progetto Aurora di Sassari, Centro Antiviolenza Ogliastra. Il percorso espositivo «Etty Hillesum maestra di vita- da Amsterdam ad Auschwitz» e il convegno 'Le radici della violenza. Etty Hillesum, lezioni di umanità' in programma l'8 marzo vedono la partecipazione attiva degli studenti della Gallura.

«Accrescere la consapevolezza dei diritti di uguaglianza, prevenire e contrastare fenomeni di violenza, discriminazione, segregazione nei confronti delle donne e delle bambine sono gli obiettivi di Sas», ha aggiunto la Desole. La mostra curata da Pier Giorgio

Carizzoni si snoda tra immagini, documenti e preziose pagine di diario e lettere. «Viviamo in una società - a detto l'assessore alla Cultura Giuseppe Dessena - dove troppo spesso la violenza ha assunto dimensioni intollerabili, e quella sulle donne purtroppo appartiene alla quotidianità».

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