Il comitato: «Ci rivolgiamo alla Procura»

Nuova protesta dei cittadini che vivono e lavorano lungo la quattro corsie tra Olbia ed Enas: «Situazione insostenibile»

OLBIA. Neanche il tempo di mettere via i megafoni e arrotolare gli striscioni. Il comitato spontaneo per le Complanari è di nuovo sul piede di guerra contro la burocrazia. La scorsa settimana abitanti e lavoratori della periferia tra Olbia e Enas avevano dato vita a una manifestazione, con il rallentamento del traffico della Olbia–Sassari, per denunciare il ritardo dei lavori di rifacimento del reticolo di strade di campagna ai lati della quattro corsie. E ieri mattina sono tornati a protestare perché loro, dicono, «alle favole non ci credono più». Si pensa addirittura di presentare un esposto in Procura. «Ci dispiace, ma durante quella manifestazione gli amministratori presenti ci hanno dato delle risposte che non ci soddisfano – commenta Giuseppe Pinna, membro del comitato –. Ci è stato detto che a breve partiranno i lavori, per un totale di 200mila euro, per asfaltare un tratto di strada di soli 250 metri. Ma questo è nulla in confronto a ciò che ci serve. Non possiamo vivere così». La lotta è contro la burocrazia. A luglio il comitato interministeriale aveva autorizzato la Regione a spendere 10 milioni di euro per asfaltare una quindicina di chilometri di strade complanari e per ricostruire il ponte sul fiume Enas, al posto di quello distrutto dall’alluvione. Interventi che risolverebbero la situazione di costante disagio una volta per tutte. Il verbale di quella seduta, però, è stato inoltrato soltanto solo a gennaio alla Regione, che poi ha girato tutto all’Anas, che dovrà realizzare i lavori. Il sindaco Settimo Nizzi, presente alla manifestazione, aveva detto chiaramente che i lavori, visti i tempi della burocrazia, partiranno tra circa un anno. A breve, invece, sarà asfaltato solo un piccolo tratto, per un intervento di 200mila euro. «Saremo di nuovo costretti a quotarci per sistemare le strade – continuano dal comitato –. Vogliamo che l’Anas intervenga subito con i lavori importanti». La situazione è nota. Circa 400 persone, per tornare
a casa o accedere ai terreni, sono costrette a percorrere chilometri di stradine bianche e disastrate e addirittura a guadare il rio Enas. A peggiorare la situazione è anche il fatto che nella quattro corsie tra Olbia e Enas non era stato previsto neanche uno svincolo. (d.b.)

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