La Nuova Sardegna

Olbia

Aerei, tonno e turismo fanno crescere la Gallura

di Giandomenico Mele
Aerei, tonno e turismo fanno crescere la Gallura

La radiografia dell’economia sarda realizzata dal Cerved con Università e Nuova Dall’arrivo dell’Aga Khan agli investimenti del Qatar: il cammino dello sviluppo 

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OLBIA. Sotto le ali di Air Italy torna a decollare l’economia della Gallura. Un tessuto imprenditoriale che ruota intorno a una grande azienda, la nuova compagnia aerea targata Qatar, che ha recentemente sostituito la straordinaria storia di Meridiana. Ma che evidenzia eccellenze e realtà consolidate, dall’agroalimentare, al turismo e ai servizi. La fotografia che il Cerved ha fatto per l’inserto economico Top 500, pubblicato recentemente da La Nuova Sardegna, evidenzia un mondo delle imprese che fa guardare positivamente al futuro della Gallura, pronta a uscire dalla grande crisi attraverso realtà consolidate e una storia di impresa che ne ha fatto da sempre un territorio vocato alla crescita.

Trasporti e turismo. Dietro l’ex Meridiana Fly, che nel 2016 aveva fatto registrare un fatturato di quasi 400 milioni di euro, c’è la Generale Conserve, produttrice del marchio di tonno As do Mar, con un fatturato di quasi 144 milioni di euro. Aerei e tonno, la grande storia imprenditoriale del principe Karim Aga Khan e la visione di Vito Gulli prima e Valsecchi poi, capaci di costruire un successo dalle ceneri della ex Palmera. Intorno alla “galassia” della nuova Air Italy ruotano anche Meridiana Maintenance, il segmento della società specializzato nella manutenzione degli aeromobili, come l’ultimo gioiello del Principe, quella Geasar, società che gestisce lo scalo Costa Smeralda di Olbia, capace di realizzare utili in serie. Poi una delle gemme più preziose dell’economia del turismo, quella Sardegna Resorts di proprietà di Qatar Holding attraverso Smeralda Holding, titolare degli alberghi a cinque stelle di Porto Cervo gestiti da Marriott. Nella collana di brillanti del turismo di qualità di Sardegna Resorts c’è anche la Porto Cervo Marina.

«La Gallura brilla ormai dall’inizio degli anni ’60, in particolare dalla nascita della Costa Smeralda, per un dinamismo e una crescita che ha pochi precedenti e analogie con altri territori – sottolinea Giuseppe Ruggiu, presidente di Confindustria centro e nord Sardegna –. Le aziende Top 50 della Gallura descrivono una realtà economica molto variegata, caratterizzata, come si capisce da una rapida lettura dei dati, dalla presenza di aziende operanti in diversi settori tra loro strettamente connessi e che, grazie alle reciproche sinergie, hanno posto le condizioni per uno sviluppo pressoché costante negli anni, salvo alcuni rallentamenti dovuti a situazioni economiche di mercato, nazionali e internazionali, da cui comunque la Gallura ha sempre preso lo spunto per ripartire»

Commercio e servizi. Il turismo, peculiarità storica dell’economia gallurese, soprattutto a partire dalla nascita della Costa Smeralda, ha trainato un indotto che ha visto svilupparsi aziende diventate realtà imprenditoriali di primo piano in Sardegna nel settore del commercio e dei servizi. Così nelle prime dieci posizioni si trovano Dettori Markets, il sughero della famiglia Molinas, la Sardaformaggi e Inter-Logistics Services, tutti con fatturati oltre i 20 milioni di euro. «Gli indicatori socio economici ci descrivono un’economia gallurese finalmente in decisa ripresa rispetto al passato e l’elenco di tante aziende galluresi tra le prime 500 vuole significare che qui, più di altre realtà, si è riusciti a coniugare al meglio opportunità offerte dal mercato con capacità imprenditoriale – conferma Mirko Idili, segretario della Cisl Gallura –. È di tutta evidenza che il nordest della Sardegna ha una marcia in più rispetto ad altre realtà isolane. In qualche modo questo trova riscontro nel dato che certifica un costante trend di crescita demografico anche nel decennio di crisi appena passato (+16,1% Gallura rispetto a 2,6% Sardegna, ndr). La Gallura possiede un tasso di crescita delle imprese più che doppio rispetto al Sassarese e significativamente superiore rispetto alla media regionale (1,13%, ndr).

Il futuro. Non tutto, ovviamente, è positivo. L’ex Eldorado sardo ha visto cadere molte realtà imprenditoriali e in classifica dominano realtà forti come turismo e nautica, con ancora poco spazio a nuove imprese legate, per esempio, all’innovazione. «La Gallura, in tutti questi anni, è stato un bacino di accoglienza, oltre che per le aziende che hanno deciso di insediarsi, per i lavoratori e i cittadini sardi o della Penisola, che hanno trovato in quest’area una valida alternativa di occupazione e stabilizzazione – sottolinea Giuseppe Ruggiu –. La Gallura ha così continuato a crescere e, Olbia in particolare, a registrare un saldo di crescita demografica positivo». Per la nostra economia, suggerisce Mirko Idili, «diventa strategico intervenire su quei fattori che rallentano la ripresa, quali ad esempio costo energetico, costo dei trasporti, infrastrutture materiali ed immateriali – suggerisce –. Insomma in una parola sola è evidente che il tema non può che essere quello del principio di insularità, che possa quindi consentirci di declinare i nostri bisogni anche in termini di opportunità. Quanto più il nostro sistema produttivo sarà capace di agire sulle leve dell’innovazione, della formazione professionale e della ricerca, tanto più sarà in grado di svolgere un ruolo di driver della ripresa e volano per l’economia di tutta l’Isola».

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