La trappola della 4 corsie: «Qui manca la sicurezza»

Strade complanari, la protesta di un cittadino: «Siamo tagliati fuori da tutto» Da Olbia a Enas neanche uno svincolo: «Non abbiamo vie di fuga, si intervenga»

OLBIA. Il progresso è diventato una immensa trappola. La nuova quattro corsie che porta a Sassari, per chi abita in periferia, rappresenta una sorta di grande incubo. Per questo ormai non si contano più gli appelli e le manifestazioni di protesta di chi vive o lavora nelle zone di Su Trambuccone, Sa Corroncedda e Lattalai. L’Anas ha da poco annunciato che i lavori che in buona parte risolveranno i problemi di oltre 400 persone cominceranno il prossimo anno. Ma non basta. Adesso interviene quindi Leonardo Boselli, che con la sua famiglia vive al di là del guardrail della Olbia–Sassari. Lui si appella alla Regione e chiede di prendere in considerazione l’idea di realizzare due svincoli all’altezza del rio Enas.

La grande trappola. Il motivo è semplice: la nuova quattro corsie taglia totalmente fuori chi ha la casa ai lati della strada. Il primo svincolo, per accedere alle abitazioni e ai terreni, si trova infatti a Enas. «Io abito subito dopo il fiume, a un paio di chilometri della città – racconta Boselli –. Ma per tornare a casa sono costretto a raggiungere lo svincolo di Enas e da lì imboccare una cosiddetta strada complanare, per poi tornare indietro verso Olbia. Quindi, tra andata e ritorno, sono costretto a percorrere 16 chilometri in tutto. È assurdo». Quando il livello del rio Enas è basso, gli automobilisti riescono a guadare il fiume. «Ma è pericoloso – continua Leonardo Boselli –. Tutta questa situazione mette a serio rischio la nostra sicurezza». I motivi sono diversi. «Se per esempio dovesse scoppiare un incendio, noi ci troveremmo in trappola, visto che non abbiamo la possibilità di accedere subito alla quattro corsie – sottolinea Leonardo Boselli –. E se invece avessimo bisogno di una ambulanza? Spero che non accada mai, perché qui nessuno ci troverebbe. Neanche i nostri amici e parenti riescono a raggiungere le nostre abitazioni. Da quando è stata realizzata la quattro corsie, con la scomparsa degli svincoli che portavano nelle nostre case, la nostra vita è peggiorata. Ci è stato negato il diritto alla mobilità». Quindi l’appello: «Mi auguro che prima o poi intervenga la Regione. Bisognerebbe creare due svincoli per permetterci di raggiungere casa in tutta tranquillità».

I lavori. Dopo anni di attesa, e di proteste da parte del Comitato complanari, nei primi mesi del 2019 dovrebbero prendere il via i lavori in tutta la zona. A disposizione ci sono 10 milioni di euro. In programma la bitumazione delle disastrate complanari,
per un totale di una ventina di chilometri, e la ricostruzione di un ponte secondario sul rio Enas. In questo modo l’accesso a case e terreni diventerà più semplice. «Forse la situazione migliorerà, ma non del tutto. La soluzione sono gli svincoli», conclude però Boselli. (d.b.)

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