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Il lavoro c’è, ma è stagionale in città il record della Naspi

Sono oltre 10mila le domande per la nuova indennità mensile di disoccupazione Il presidente dell’Inps: siamo l’ente che eroga la maggior quantità di trattamenti

OLBIA. Un territorio nel segno della Naspi. Il nuovo strumento di sostegno al reddito, l’indennità mensile di disoccupazione, è il frontespizio di un libro sul mercato del lavoro che racconta la storia di una Gallura che vede aumentare l’occupazione, ma sempre nel segno della precarietà. Quanto emerso dagli ultimi dati dei Centri per l’impiego, viene confermato dalla fonte più autorevole, l’Inps. Un’agenzia complessa che mantiene il suo cuore pulsante anche in Gallura – dal primo gennaio l’Inps del Nord Sardegna ha incorporato anche le sedi di San Teodoro e Budoni – e rivela un dato clamoroso: sui 160 mila residenti circa in Gallura, nel 2016 le domande per la nuova assicurazione per l’impiego (Naspi) sono state 10.599. Un boom legato all’economia del turismo, che infatti vede Olbia come la seconda città in Italia per richieste di Naspi dopo Rimini. Ma è tutta la Gallura a primeggiare in questa speciale classifica, in rapporto alla popolazione, dietro solo la provincia di Rimini che può contare nel suo territorio autentici avamposti del turismo balneare nazionale come Riccione, Cattolica e Misano.

Mobilità e pensioni. Un aumento significativo delle prestazioni erogate dall’Inps, che sugli ultimi dati disponibili del 2016 vede 3.405 pagamenti di indennità di mobilità e oltre 51 mila trattamenti pensionistici. Una piattaforma contributiva che rivela un mercato del lavoro dinamico, ma soprattutto una larga parte della popolazione anziana. Il capitolo pensionistico – tra pensioni di vecchiaia, sociali, di reversibilità e invalidità – ha visto l’erogazione nel 2016 di 564 milioni di euro per garantire le prestazioni, per una cifra di circa 11 mila euro di media annuale. L’Inps è l’ente che sul territorio eroga la maggiore quantità di trattamenti di tipo economico. «Riscontriamo un aumento significativo delle prestazioni, che certifica una piccola ripresa a livello occupazionale e dell’intera economia gallurese – spiega Alberto Farina, presidente dell’Inps per il nord Sardegna -. Soprattutto il dato della Naspi rivela un tipo economia con ancora una forte connotazione di stagionalità, che può tuttavia essere valutata positivamente».

Gli organici Inps. La scorsa settimana la sede dell’Inps di Olbia ha ospitato la riunione del Comitato provinciale del nord Sardegna, che ha esaminato l’impatto delle prestazioni erogate dall’istituto sul territorio. «L’Inps, a differenza di altri enti pubblici, non ha abbandonato la Gallura, dimostrando un forte impegno sul territorio, nonostante si affacci il rischio del ridimensionamento, se non della chiusura, della sede di Tempio – sottolinea Farina -. Il Comitato di controllo e indirizzo si opporrà contro questa ipotesi, vogliamo scongiurare qualsiasi chiusura di uffici nel nord Sardegna, comprese le sedi in bilico come Ozieri, Thiesi e Alghero».

Le aziende. La Gallura non rappresenta semplice periferia dell’impero, perché il tessuto economico resta tra i più vivaci nell’asfittica realtà produttiva sarda. Lo dimostra il numero di aziende, oltre 7 mila solo in Gallura, rispetto alle 14.500 dell’intera provincia di Sassari: con la ex provincia di Olbia Tempio che ha però solo un terzo della popolazione complessiva. «L’auspicio dell’Inps è quello, attraverso un potenziamento dell’organico negli uffici di Olbia, di poter dare servizi alle aziende della Gallura che al momento
non sono presenti – conferma Alberto Farina -. Il potenziamento degli organici è fondamentale, nonostante i dipendenti, attraverso la straordinaria abnegazione, abbiano in questi anni sempre garantito l’efficienza nell’erogazione di tutte le prestazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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