Droga, il blitz dei 17 arresti altri due lasciano il carcere

Il Riesame ha revocato le misure di custodia cautelare disposte dal Gip di Sassari Dopo l’atto di non competenza attesa la nuova ordinanza del giudice di Tempio

OLBIA. Dopo le scarcerazioni dello scorso lunedì, il tribunale del Riesame di Sassari ha rimesso in libertà anche Natascia Petrovich (difesa dall’avvocato Antonello Desini e sorella di Dusan, che aveva lasciato il carcere cinque giorni fa) e Marco Castelletta (difeso dagli avvocati Marco Putzolu e Giacomo Francini e fratello di Massimiliano (difeso dall’avvocato Luca Tamponi), anche lui rimesso in libertà all’inizio della settimana). Anche i due interessati dal provvedimento di revoca delle misure cautelati disposto ieri erano finiti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione antidroga denominata “Green thumb” che aveva portato in carcere 17 persone.

Anche in questa occasione i il Riesame ha accolto i ricorsi e i rilievi dei difensori, che hanno tutti da subito contestato la sproporzione tra l’impianto accusatorio e le misure cautelari disposte dal Tribunale di Sassari, del quale avevano anche obiettato la competenza giurisdizionale. Lo stesso infatti due settimane fa aveva dichiarato la propria non competenza e quindi trasferito i fascicoli al Giudice dell’indagine preliminare di Tempio Andrea Pastori che ora dovrà rifare l’ordinanza.

Nel passaggio di ieri gli avvocati della difesa leggono l’ulteriore crepa nello sgretolamento dell’impalcatura
accusatoria che aveva preso forma tragiugno a dicembre dello scorso anno, periodo nel quale si sviluppò l’indagine scaturitada un omicidio consumato ad Alà dei Sardi e che il 4 giugno scorso portò alle 17 misure di custodia cautelare tra arresti in carcere e domiciliari.



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