Tempio, due centenarie sotto i ferri

Operate dagli ortopedici del Paolo Dettori: sono già state dimesse

TEMPIO. E’un caso di straordinaria coincidenza. Due donne che hanno più di 100 anni si sono trovate nello stesso reparto dell’ospedale di Tempio per la frattura del femore. Sono state sistemate in due stanze diverse, sono state entrambe operate dall’équipe di Ortopedia guidata da Mauro Pianezzi e dopo qualche giorno di ricovero sono state dimesse. In ottima forma.

In una camera, sino all’altro ieri, c’era Adriana, 104 anni, originaria di Torino ma da più di cinquant’anni in Gallura. Vive in un paese della costa di Trinità ma di lei, i figli, hanno preferito dire poco e rifiutato qualsiasi scatto. «Perché nostra madre - ha raccontato con gentilezza la figlia - è una persona riservata, che non ama il clamore». E per questo va rispettata. Il suo viso è liscio e disteso, non c’è nemmeno una ruga a dimostrare i segni del tempo, i capelli bianchi sono ordinati e curati. Perché lei tiene molto al suo aspetto e sino a qualche giorno prima di sottoporsi all’intervento è anche andata dal parrucchiere. «E’ una donna che vuole sempre essere informata di tutto ciò che accade nel mondo - conclude la figlia - e le piace molto parlare di politica».

Nella stanza vicina, sguardo vispo, c’era invece sino a lunedì sera Redenta Muntoni, 101 anni, originaria di Aggius ma da anni a Tempio. Nata il 1° marzo 1917, è stata sposata con un dirigente ’Enel (morto 30 anni fa). E’ madre di sei figli e ha 4 nipoti. Lei parla con grande lucidità. Chiede solo di alzare un po’ la voce «perché non sento tanto bene». Redenta Muntoni, quinta di cinque figlie femmine, ha sempre avuto una grande passione, da giovane: la campagna. «Avevo ereditato uno stazzo in località “Alinetu” e lì trascorrevo la maggior parte del mio tempo. Ma non mi ha mai appassionato la tessitura - dice -, nonostante sia una grandissima tradizione ad Aggius-. Io mi dividevo tra la campagna e il volontariato. Ero una damina di carità e mi piaceva dare una mano alle persone che avevano bisogno». «E ancora oggi - aggiunge uno dei figli - è la più longeva della Confraternita Santa Croce».

Dopo il matrimonio, Redenta Muntoni si è dedicata alla famiglia. «Ho pensato a crescere bene i miei figli, tre maschi e tre femmine, e sono felice anche per questo. Come mi sento dopo l’intervento? Discretamente. Ed è pure il secondo».

Del doppio intervento da record parla il primario del reparto di Ortopedia di Tempio Mauro Pianezzi. «L’indicazione di Agenas (agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) è quella di operare le persone di età avanzata entro le 24-48 ore. Più tardi si procede con l’intervento, più
la probabilità di morte è alta. Noi abbiamo rispettato questa indicazione con le due centenarie e tutto è andato bene».

Intanto, nel reparto di Ortopedia del Dettori, è arrivata un’altra nonnina. E’ stata operata anche una novantasettenne e anche lei è già in fase di ripresa.

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