Olbia-Sassari, vertice Anas-Comitato
I lotti 5 e 6 potrebbero essere consegnati nel 2019. In alto mare le complanari
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OLBIA. Sul futuro della Olbia-Sassari il Comitato quattro corsie ha chiesto e ottenuto un confronto diretto con l’Anas per un aggiornamento sullo stato dell’arte dell’opera.
Al confronto hanno partecipato i tecnici dell’Anas, gli ingegneri Valter Bortolan e Salvatore Frasca del Coordinamento territoriale Anas Sardegna; Rita Padre peril Comitato 4 Corsie; il presidente di Confindustria Centro nord Sardegna Giuseppe Ruggiu, il responsabile della sede di Olbia della Confindustria Giuseppe Contu e il rappresentante territoriale della Fillea Cgil Hassan Benbouzid.
I punti critici sono su quattro lotti per il cui completamento si prevedono tempistiche e procedure differenti. Sul 5 e 6, a seguito della rescissione del contratto con la Thecnics dettato da ragioni di carattere giudiziario, i lavori sono stati riassegnati alla Nuova italiana Costruzioni che dovrebbe consegnare l’opera entro il 2019. Sul lotto 2, nel tratto di strada tra il bivio di Ardara e Ozieri (12 chilometri complessivi) c’era stata una pesante battuta di arresto, a seguito dell’istanza di concordato preventivo presentata dall’azienda appaltatrice Oberosler. L’Anas ha ottenuto dal tribunale il nulla osta per la messa in sicurezza dei cantieri e il pagamento diretto dei crediti vantati dalle aziende subappaltatrici. Inoltre, la cessione di ramo di azienda della Oberosler in favore della Pessina Costruzioni di Milano consentirà a quest’ultima la prosecuzione del cantiere. Il timing prevede la presa d’atto del contratto nel mese di settembre, il riavvio dei lavori in autunno e la conclusione dei lavori nella metà del 2020.
Diversa la situazione sul lotto 4. Assegnato originariamente alla Glf, che aveva avuto gravi problemi finanziari, l’Anas ha rescisso il contratto, intervenendo in maniera diretta nel pagamento delle aziende creditrici. Ha poi riassegnato l’appalto all’azienda Neocos che riavvierà i cantieri nell’estate 2019.
Sulle strade complanari, nonostante la determina della Regione con cui si disponevano le risorse (circa 11 milioni) si deve attendere il nulla osta del ministero dell’Ambiente per l’esecutività di questo nuovo intervento.
Al confronto hanno partecipato i tecnici dell’Anas, gli ingegneri Valter Bortolan e Salvatore Frasca del Coordinamento territoriale Anas Sardegna; Rita Padre peril Comitato 4 Corsie; il presidente di Confindustria Centro nord Sardegna Giuseppe Ruggiu, il responsabile della sede di Olbia della Confindustria Giuseppe Contu e il rappresentante territoriale della Fillea Cgil Hassan Benbouzid.
I punti critici sono su quattro lotti per il cui completamento si prevedono tempistiche e procedure differenti. Sul 5 e 6, a seguito della rescissione del contratto con la Thecnics dettato da ragioni di carattere giudiziario, i lavori sono stati riassegnati alla Nuova italiana Costruzioni che dovrebbe consegnare l’opera entro il 2019. Sul lotto 2, nel tratto di strada tra il bivio di Ardara e Ozieri (12 chilometri complessivi) c’era stata una pesante battuta di arresto, a seguito dell’istanza di concordato preventivo presentata dall’azienda appaltatrice Oberosler. L’Anas ha ottenuto dal tribunale il nulla osta per la messa in sicurezza dei cantieri e il pagamento diretto dei crediti vantati dalle aziende subappaltatrici. Inoltre, la cessione di ramo di azienda della Oberosler in favore della Pessina Costruzioni di Milano consentirà a quest’ultima la prosecuzione del cantiere. Il timing prevede la presa d’atto del contratto nel mese di settembre, il riavvio dei lavori in autunno e la conclusione dei lavori nella metà del 2020.
Diversa la situazione sul lotto 4. Assegnato originariamente alla Glf, che aveva avuto gravi problemi finanziari, l’Anas ha rescisso il contratto, intervenendo in maniera diretta nel pagamento delle aziende creditrici. Ha poi riassegnato l’appalto all’azienda Neocos che riavvierà i cantieri nell’estate 2019.
Sulle strade complanari, nonostante la determina della Regione con cui si disponevano le risorse (circa 11 milioni) si deve attendere il nulla osta del ministero dell’Ambiente per l’esecutività di questo nuovo intervento.
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