CIRCOLO MAZZOLARI 

L’omicidio Moro quarant’anni dopo, i racconti di Gero Grassi

TEMPIO. Chi e perché ha ucciso Aldo Moro? Questa, a 40 anni dall’assassinio dello statista e dall’eccidio della sua scorta, la difficile e ancora insoluta domanda che sabato pomeriggio si è posta il...

TEMPIO. Chi e perché ha ucciso Aldo Moro? Questa, a 40 anni dall’assassinio dello statista e dall’eccidio della sua scorta, la difficile e ancora insoluta domanda che sabato pomeriggio si è posta il Circolo Don Primo Mazzolari di Tempio, durante una delle sue tante iniziative culturali. Lo ha fatto con Gero Grassi, pugliese, deputato dal 2006 al 2018, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera dal 2014 con delega specifica al caso Moro.

«Una persona, Gero Grassi, caratterizzata da un senso del dovere e dello Stato fuori del comune e che dà - si legge in un comunicato stampa finale del Circolo Mazzolari -, il coraggio e la forza per fare delle cose che le persone normali non farebbero mai. E’ stato lui, infatti, a proporre e far approvare la legge che ha istituito la seconda Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul “Caso Moro”, della quale è stato vicepresidente, che ha concluso i suoi lavori nel dicembre 2017 con una relazione finale approvata all’unanimità dal Parlamento. Di una persona di così alto valore - prosegue il documento - ha usufruito sabato mattina una nutrita assemblea, fra cui anche i sindaci di Aggius, Bortigiadas e Calangianus e lo stesso Circolo don Primo Mazzolari, aduso a proporre temi di discussione e di confronto di alto valore sociale e morale attingendo dalle radici». La relazione di Gero Grassi, è stata preceduta da un lucido intervento di Pietro Soddu, testimone anche lui di un periodo difficile della storia italiana. Gero Grassi, persona affabile e attenta all’uditorio, ha inchiodato il pubblico dell’aula.

«Un percorso emozionante - scrive Paolo Sanna del Circolo Mazzolari - e al tempo stesso sconvolgente per conoscere e capire la figura del grande statista Aldo Moro, ispirato da motivazioni cristiane che si riassumono nel motto “la persona prima di tutto”. Indipendentemente dal suo credo politico e religioso e con una concezione della democrazia e dei diritti delle persone che ne fece il vero ispiratore della Costituzione italiana». Gero Grassi nella sua rievocazione del fatto, ha ricordato anche altre vicende politiche italiane in periodi di grande pericolo per la fragile democrazia del Paese, figlia di una guerra persa e tenuta sotto tutela dalle pretese dei vincitori (Stati Uniti, Inghilterra, Unione Sovietica) del rispetto degli accordi di Yalta. «Scioccante, per certi versi - prosegue
Sanna - rivivere episodi della nostra storia alcuni sconosciuti ai più». Quella tenuta a Tempio è la 551esima conferenza tenuta da Gero Grassi in tutte le regioni d’Italia. La sua agenda per i prossimi due anni contiene già circa trecento altri appuntamenti. (a.m.)



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