la sentenza  

Violava il Pra, condannato l’ hacker

Fabio Petta è ritenuto dall’Fbi tra i pirati informatici più pericolosi

OLBIA. Aveva messo in piedi un sistema per accedere alla banca dati del Pra, il Pubblico registro automobilistico. Ieri, l’hacker olbiese Fabio Petta, considerato dall’ Fbi tra i pirati informatici più pericolosi al mondo, è stato condannato a 3 anni e 2 mesi di reclusione dal giudice del tribunale di Tempio, Marco Contu. Il programmatore e consulente informatico, difeso dall’avvocato Angelo Merlini, era stato smascherato dal centro nazionale anticrimine informatico in seguito ad una complessa indagine partita nel 2010 dalla Procura di Roma e poi trasferita per competenza alla Dda di Cagliari. È stato riconosciuto responsabile di circa 8mila accessi al Pra tra il 2010 e il 2011. Dal processo è emerso che al servizio si accedeva attraverso il sito UrbanPra, programma pirata creato dopo essersi impadronito dei codici di accesso del comune di Aversa. Per rendere profittevole il sistema, Petta aveva falsificato una carta prepagata
Lottomaticard intestandola a una persona inesistente. Chi acquistava il servizio effettuava un bonifico di 49 e 150 euro, soldi da lui poi incassati.

A metterlo nei guai, la segnalazione dell’Aci: troppi gli accessi al Pra con le credenziali del comune di Aversa. (t.s.)

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