Cane ucciso a bastonate: inflitti 12 mesi a padre e figlio

Telti, accusati di aver provocato la morte di un randagio

TELTI. Si è concluso con una condanna a 6 mesi – senza sospensione della pena – il processo che vedeva imputati Quirico e Pietro Fiori, rispettivamente padre e figlio, di 77 e 45 anni, di Telti, accusati di aver ucciso a colpi di bastone un cane randagio. Una vicenda che risale a sette anni fa, e un processo tormentato con uno stop dovuto alla ricusazione del giudice richiesta dall’imputato e dichiarata, poi, inammissibile dalla Corte d’Appello di Sassari.

A emettere la sentenza, ieri, è stata, quindi, lo stesso giudice, Maria Gavina Monni. Che ha condannato i due a sei mesi ciascuno, stessa pena richiesta dal pubblico ministero. Al centro della vicenda giudiziaria un cane randagio, malato di rabbia, ucciso per strada a colpi di bastone tra atroci guaiti. Per il giudice a compiere il gesto sono stati Quirico e Pietro Fiori. Ma i due imputati si sono sempre proclamati innocenti. «Non ho ucciso il cane, questa accusa è ignobile. Amo gli animali, possiedo dieci cani», aveva detto in aula Quirico Fiori, rendendo dichiarazioni spontanee. Poi, il processo era stato sospeso e gli atti inviati alla Corte d’Appello di Sassari per via della ricusazione richiesta dall’imputato per violazione del diritto di difesa.

«È una sentenza che non ci coglie affatto di sorpresa», commenta il difensore, Giampaolo Murrighile. Che annuncia ricorso in Appello «contro

una sentenza che rispettiamo ma che consideriamo ingiusta ritenendo che non ci sia alcuna evidenza probatoria. Ieri non ci è stato concesso di discutere, ritenendo il giudice valida la discussione fatta nell’udienza di novembre, nella quale era stata ricusata». (t.s.)
 

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