Furto notturno di sughero arrestati tre buddusoini

Sono stati sorpresi dagli uomini del Corpo forestale e di vigilanza ambientale Il bottino era in un furgone, sono accusati anche di estrazione abusiva

BUDDUSÒ. Quando le pattuglie del Corpo forestale e di vigilanza ambientale hanno visto quel camioncino che attraversava di notte una delle tante sugherete dell’agro di Buddusò, hanno subito intuito che potesse esserci qualcosa sotto. Così lo hanno intercettato e bloccato, prima che potesse allontanarsi. Ed ecco che cosa hanno trovato: nel cassone c’erano cinque quintali di sughero rubati. E per i tre uomini a bordo, tutti di Buddusò, è scattato l’arresto per estrazione abusiva e furto aggravato di sughero.

I fatti risalgono alla tarda serata di venerdì. Nella stagione estiva, così come ha spiegato in un comunicato il commissario Antonio Sanna (responsabile del settore di vigilanza e controllo amministrativo), il personale del corpo forestale svolge servizi mirati a prevenire e e reprimere una serie di reati. Tra questi, c’è anche l’estrazione abusiva e il furto di sughero.

Ecco perché, soprattutto nelle zone a rischio, viene portata avanti una costante azione di monitoraggio, anche notturna. Ed è stato grazie a questa quotidiana azione di vigilanza che non è sfuggito alla pattuglia della stazione forestale di Buddusò il passaggio del camioncino sospetto (erano circa le 22). Le tre persone che si trovavano a bordo pensavano sicuramente di passarla liscia e invece sono state bloccate prima che il loro piano potesse essere terminato. Da un controllo immediato, sono stati rinvenuti all’interno del mezzo anche gli strumenti necessari per la decortica, mentre nel cassone (ben accastate) c’erano numerose plance di quercia da sughero di ottima qualità, appena estratte. Sul posto sono poi arrivati una seconda pattuglia della stazione forestale e i carabinieri di Buddusò. A quel punto i tre uomini sono stati trasferiti in una cella della stazione del corpo forestale e qui hanno trascorso la notte. La mattina seguente si è svolto in tribunale, a Sassari, il processo per direttissima (i tre erano difesi dall’avvocato Sergio
Milia) e dopo la convalida dell’arresto sono rientrati a casa. Ma per tutti c’è l’obbligo quotidiano di firma nella caserma dei carabinieri. Il sughero estratto abusivamente, così come è stato disposto dall’autorità giudiziaria, sarà restituito ai legittimi proprietari. (s.p.)

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