Discarica di Spiritu Santu, rogo causato da razzi di soccorso

Sono stati smaltiti nel secco residuo. Perfetta la macchina dei soccorsi, prime analisi dell’aria a norma

OLBIA. La certezza è arrivata nel pomeriggio, dopo una lunga notte di fuoco e le bonifiche della discarica nel primo pomeriggio. La causa del rogo che per quasi 24 ore ha tenuto Olbia e Loiri Porto San Paolo con il fiato sospeso è da attribuire ad alcuni razzi di soccorso, di quelli a pistola che vengono sparati dalle barche entro tre miglia dalla costa. Rifiuti speciali smaltiti però nel secco residuo. Una scelta scellerata che ha innescato l’incendio nel pomeriggio di mercoledì. Le fiamme partite dall’area di stoccaggio in cui sono stipate le ecoballe di indifferenziata si sono estese per alcune centinaia di metri. Un fronte del fuoco alto anche cinque metri. Un incidente gravissimo che ha mobilitato squadre dei vigili del fuoco da Olbia, Sassari e Tempio, uomini della forestale, della protezione civile, polizia locale, un elicottero e tre canadair. In apprensione i cittadini di due comuni e in allerta le macchine della sicurezza di Olbia e Loiri Porto San Paolo. Per tutta la notte tra mercoledì e giovedì i volontari della Protezione civile e i barracelli hanno monitorato la discarica dalle strade. Sguardo fisso all’impianto del Cipnes che ha bruciato per tutta la notte. E alla alta colonna di fumo, per capire la direzione del vento. Altissimo il pericolo diossina diffuso subito dopo l’incendio. Infissi sigillati per tutta la notte in zona Bandinu e Berchiddeddu, ma anche nella frazioni di Loiri Azzanì, Montelittu, La Castagna e Trudda. Secondo le prime analisi del Nucleo biologico-chimico-radiologico dei vigili del fuoco di Sassari i fumi sprigionati dalla combustione delle ecoballe non sarebbero nocivi. Ieri i tecnici dell’Arpas hanno eseguito alcuni test sulla qualità dell’aria. Un esame fondamentale dal momento che nei quartieri a sud della città investiti dalla nube nera dalla discarica, non ci sono centraline.

I danni. L’incendio ha causato gravi danni all’impianto di smaltimento di Spiritu Santu. Il Cipnes non ha ancora potuto quantificarne l’entità. «Ma sono notevoli – spiegano dal Consorzio –. In particolare nella parte che riguarda il recupero di carta, cartone e plastica, che comunque ripristineremo in tempi brevi». L’obiettivo è evitare che possano esserci disagi per lo smaltimento.

Il precedente. Un mese fa si era verificato, fortunatamente senza conseguenze, il ritrovamento nella raccolta differenziata di alcuni razzi di soccorso contenuti in una scatola di scarpe. L’episodio era stato denunciato alla Procura di Tempio.

L’appello. Il Cipnes chiede ai cittadini di rispettare le regole per lo smaltimento dei rifiuti, in particolare di quelli pericolosi. E chiede anche ai Comuni di vigilare affinché la raccolta sia ancora più accurata e scrupolosa.

Bomba ecologica. Al di là delle responsabilità, l’incendio alla discarica ha fatto però emergere la fragilità del territorio rispetto a un impianto utile, ma inserito in un contesto ambientale di pregio. La presenza della discarica (che segue l’iter di ampliamento per due ettari) alle porte di Olbia ma sotto il naso della frazione di Murta
Maria e a due passi da Porto San Paolo, riapre il dibattito sulla sua potenziale pericolosità. «Una situazione esplosiva che ricorre troppe volte. Qualcuno deve rispondere di questo scempio ambientale», è il commento del consigliere comunale del Movimento 5 stelle, Maria Teresa Piccinnu.

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