Il Tar sulla Ginecologia: «Ordinanze illegittime»

Il tribunale amministrativo dà ragione all’Ats, ma l’Unione dei Comuni non ci sta Tirotto: «Qualcosa non torna. I provvedimenti di 11 sindaci erano stati revocati»

TEMPIO. Il Tar della Sardegna ha dichiarato illegittime le ordinanze dei sindaci dell'Alta Gallura con le quali si chiedeva la riapertura immediata del reparto di Ostetricia e Ginecologia del Paolo Dettori, chiuso dallo scorso aprile e mai riattivato. Il tribunale amministrativo regionale, dunque, ha dato ragione all’Ats.

C’è qualcosa che non torna, però. Gli undici sindaci che avevano emesso quei provvedimenti, li avevano revocati subito dopo l’incontro con il super manager Fulvio Moirano (6 giugno scorso) e, comunque, prima che il “caso” venisse esaminato dal Tar. Il motivo del dietro front da parte dei sindaci dell’Unione dell’alta Gallura era proprio legato all’accordo con il direttore generale dell’Ats: si era infatti deciso di aprire un tavolo di discussione dedicato esclusivamente al Paolo Dettori. «E infatti la prima riunione si è già tenuta alla Assl di Olbia - ricorda Antonio Tirotto, presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di Aglientu - e ci siamo dati appuntamento per il prossimo 28 agosto per continuare a discutere. Siamo dunque rimasti senza parole anche noi dopo le sentenze emesse dal Tar e a questo punto attendiamo il parere dei nostri legali. Una cosa comunque è certa: se dovessimo arrivare a pagare i 1500 euro previsti nella sentenza di condanna, non solo saremmo anche disposti a metterli di tasca ma sarebbe una cicatrice che ci porteremmo dietro con orgoglio perché frutto di una lotta fatta in difesa della sanità dell’alta Gallura».

In attesa dunque che si faccia chiarezza, anche nel suo sito l’Ats Sardegna ha pubblicato le sentenze emesse del Tar (le decisioni del collegio sono del 20 giugno, la pubblicazione risale invece allo scorso 27 luglio) che, appunto, ha dichiarato illegittime le ordinanze dei sindaci di Aggius, Aglientu, Badesi, Bortigiadas, Calangianus, Luogosanto, Luras, Santa Teresa, Tempio, Trinità, Viddalba. Ed ecco che cosa dicono le sentenze (per tutti i comuni): «Il collegio, dichiarando manifestamente fondato il ricorso dell’Azienda per la Tutela della Salute, ha accolto integralmente le argomentazioni della stessa Ats, osservando specificamente che il potere "extra ordinem" di ordinanza previsto dal Tuel (testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) è stato utilizzato del tutto illegittimamente per un fine palesemente estraneo a quelli per i quali tale potere è conferito, interferendo con il potere che l’ordinamento attribuisce alle autorità competenti nella materia della programmazione ed organizzazione dei servizi sanitari». Per tutti i sindaci c’è poi la condanna «alle spese del presente giudizio in favore di Ats Sardegna, pari a 1500 euro».

E’ probabile che si possa capire qualcosa di più su questa vicenda, proprio in occasione
del secondo incontro tra sindaci e Ats-Assl già fissato per fine mese.

Il reparto di Ginecologia e Ostetricia del Dettori era stato chiuso temporaneamente per motivi di sicurezza (legati alla mancanza di medici) a metà aprile. Da allora, non è cambiato niente. (s.p.)

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