La Regione apre al Piano Nizzi

Pubblicato il riavvio dell’iter di valutazione ambientale che terrebbe conto del progetto Technital 

OLBIA. Per la prima volta la Regione prende in considerazione il Piano anti-alluvione alternativo. Da stabilire ancora in che misura. Lo fa senza troppo clamore, tra le righe dell’annuncio legale con cui comunica il riavvio dell’iter di valutazione di impatto ambientale per il Piano Mancini. Si tratta cioè dell’esame che verifica le possibili conseguenze delle misure di protezione dall’acqua sull’ambiente. Il commissario di Governo per il dissesto idrogeologico ha comunicato di aver depositato la nuova documentazione, progetti definitivi e studio di impatto ambientale delle opere. Faldone che sostituisce quello datato febbraio 2016 e per cui la Via era stata sospesa su richiesta del Comune. E precisa che la attuale documentazione «tiene conto in particolare, attraverso un esame comparativo, dell’alternativa progettuale trasmessa dal Comune nel febbraio 2018». Cioè del Piano Technital, che prevede un grande canale scolmatore intorno alla città e due vasche di laminazione a Putzolu. Chiunque intenda presentare delle osservazioni o elementi conoscitivi sui possibili effetti del Piano del rischio idraulico Mancini corretto può farlo entro il 2 settembre.

Le vasche. Ma a leggere la breve descrizione dell’intervento proposto dal commissario e sottoposto a Valutazione di impatto ambientale l’elemento di massima contestazione, le vasche di laminazione, rimangono. Si parla infatti di realizzazione di quattro invasi; adeguamento dei reticoli esistenti del rio Siligheddu, Gaddhuresu e san Nicola. Compare anche la realizzazione di canali scolmatori.

Peccato originale. Solleva i primi dubbi sul riavvio dell’iter il Comitato di salvaguardia guidato da Felice Catasta. «L’implementazione del “Piano Mancini” fatta dalla Regione ha lo stesso difetto originario, la presenza entro e nelle immediate vicinanze della città delle vasche di laminazione. Questo Comitato e la maggioranza dei cittadini olbiesi, come dimostrato dall’esito delle ultime elezioni comunali, ritengono che l’acqua di piena eccedente la portata dei canali debba rimanere fuori da Olbia. E si adopereranno perché questo principio permanga come elemento primario e centrale nella realizzazione delle opere di mitigazione del rischio idraulico in città. Questo principio costituisce il perno dell’osservazione
che abbiamo già inviato il 28 maggio scorso all’Ufficio valutazione impatto ambientale. E se necessario lo ribadiremo con un’ulteriore osservazione anche alla luce degli elementi nuovi che lo studio delle carte relative al “progetto rivisto” ci suggerirà».

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