All’Accademia di Brera gli ultimi scatti di Antonio

In mostra le foto dello studente calangianese morto 2 mesi fa nel lago di Como. L’idea di due compagne di università: «Lo ricordiamo con ciò che amava fare»

TEMPIO. Non è solo una mostra fotografica o un evento artistico degno della più alta considerazione. La mostra fotografica ospitata in questi giorni all’interno dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, a Milano, è molto di più, e non solo per la straordinaria nomea del luogo in cui è stata allestita.

Le fotografie in esposizione portano la firma di uno degli studenti galluresi dell’Accademia, Antonio Pittorru, venuto a mancare poco più di due mesi fa durante un’escursione nei pressi del lago di Como. Volendo approfittare di un weekend libero da impegni di studio, Antonio aveva pensato di dedicarsi alla sua passione principale: la fotografia. In primavera i riverberi cromatici del lago devono essere un’attrazione irresistibile per un bravo fotografo. Quel giorno doveva avere in testa tanti scatti da realizzare, e l’ultima foto è quella che deve aver tentato di scattare un istante prima di scivolare giù, nelle acque del lago.

Un fatto che ha scosso duramente la comunità di Calangianus, dove Antonio, ex liceale del Dettori, viveva con la sua famiglia, pur facendo la spola tra Milano, città degli studi universitari, e la Gallura, terra di radici e affetti. Là, dove stazionano le opere di molti dei più grandi ingegni dell’arte moderna e contemporanea, è possibile in questi giorni venire a contatto con il mondo di Antonio attraverso l’esposizione di foto e testi di cui è stato l’autore.

Ad organizzare la mostra, che avrà carattere temporaneo, sono state due amiche e compagne di studi a Brera. Francesca e Antonella (questi i loro nomi) hanno avuto l’idea e l’Accademia, senza indugi, l’ha approvata in pieno per ricordare uno dei suoi allievi e celebrarne in qualche modo la rara sensibilità estetica. «Abbiamo voluto ricordare Tony – spiegano le due amiche – con la cosa che amava di più fare». «All’Accademia di Brera – dichiara Raimondo, fratello di Antonio – va la nostra attestazione di gratitudine per la delicatezza dimostrata in questo evento luttuoso».

Con il suo occhio acuto, Raimondo, che ha avuto modo di visitare la mostra, nota come, a dispetto del loro numero contenuto, le immagini in esposizione riescano comunque a cogliere uno dei tratti che meglio caratterizzavano lo stile e la sensibilità di Antonio: «Sono immagini – dichiara – impreziosite da succinte didascalie, intrise della semplicità e dell'essenziale fotografico che lo ha contraddistinto;

è l’arte di uno sguardo perennemente interrogativo che mette a nudo la realtà nella sua genuina naturalezza». Didascalie tratte dal mondo dei social, in particolare instagram, sorta di diario della volatilità mediatica alla quale Antonio affidava molte delle sue riflessioni.
 

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