Diocesi e Monte Acuto salvano tre chiese storiche

L’impegno della Comunità montana sostenuto dalla Conferenza episcopale Protocollo per realizzare due interventi di restauro a Berchidda e uno a Oschiri

BERCHIDDA. Importanti novità nel recupero del patrimonio di alcuni edifici di culto nella Diocesi di Ozieri. Qualche giorno fa è stato firmato un protocollo d'intesa fra il presidente della Cm Monte Acuto e coordinatore del Progetto di sviluppo territoriale "Monte Acuto-Riviera di Gallura, Territori di Eccellenza della Sardegna", Andrea Nieddu e don Gian Franco Pala, parroco di Pattada, per la Diocesi di Ozieri, in rappresentanza della Conferenza episcopale sarda, alla presenza del direttore generale della Cm e sindaco di Oschiri Pietro Sircana.

Verranno realizzati interventi di recupero e restauro di tre chiese: una nel Comune di Berchidda e due in quello di Oschiri. Costo totale 500mila euro. La copertura finanziaria è data da 250 mila euro di fondi Fsc del Prs 2014/2019 della Programmazione Territoriale della Regione e per il restante 50% da un cofinanziamento della Conferenza episcopale italiana (Cei) per i Beni culturali ecclesiastici. Gli interventi nelle tre chiese sono così ripartiti: 200mila euro per la chiesa del Rosario di Berchidda, 200mila per la chiesa della Beata Vergine Immacolata e 100 mila per la chiesa di Santo Stefano, entrambe di Oschiri.

Oggi, per fortuna, lungimiranza e cultura hanno invertito la rotta consentendo di portare a termine un'operazione che permette di preservare il patrimonio di inestimabile valore. Un'operazione che dista anni luce rispetto a quello accaduto nella Diocesi fra gli anni '40 e '60 del secolo scorso, quando, per fare posto a nuovi edifici di culto, furono abbattute ben 12 chiese.

Tutti concordano sulla validità della convenzione. Il presidente della Cm "Monte Acuto" Andrea Nieddu afferma: «L'accordo è frutto di una programmazione condivisa. C’è stata l'analisi delle risorse territoriali per la promozione integrata. Piena sintonia con la Diocesi di Ozieri sugli obiettivi di valorizzazione degli attrattatori culturali e religiosi e grande attenzione alle nostre comunità. Cogliamo un'opportunità si sviluppo costruendo reti e sistemi». Don Pala, in rappresentanza della Diocesi di Ozieri, esprime «viva soddisfazione per la firma del protocollo con la Cm del Monte Acuto. Rappresenta una tappa importante di un lungo iter e un positivo lavoro d'insieme. Il recupero del ricco patrimonio religioso, culturale e artistico del nostro
territorio non deve significare solamente un lavoro di maquillage, ma una consapevolezza nella nostra storia, ci racconta da dove veniamo e ci illumina sulla nostra identità. E – conclude – ritengo opportuno ringraziare gli amministratori e i tecnici che hanno lavorato con impegno».

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