Traffico di droga in Gallura: 23 indagati

La Procura di Tempio ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Marijuana destinata alla Costa

OLBIA. Indagando su un omicidio (quello di Pietro Nieddu, avvenuto nell’aprile 2017 ad Alà dei Sardi), i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Sassari avevano scoperto, attraverso le intercettazioni telefoniche, una filiera completa del mercato della droga: dalla coltivazione alla cessione di marijuana, prodotta in ingenti quantità nelle vallate galluresi tra Monti e Berchidda, dove sono state sequestrate due piantagioni tra le più vaste mai scoperte nell’isola. Droga (marijuana soprattutto, ma in alcuni casi si parla anche di cocaina), smerciata in città e in Costa Smeralda da una banda che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, agiva secondo un’organizzazione piramidale, con alcune figure apicali ed altre, più marginali, dedite allo smercio attraverso una catena di cessioni.

La Procura di Tempio – a cui è passata per competenza territoriale l’indagine inizialmente diretta dalla Procura di Sassari – ha chiuso le indagini preliminari di quella che è stata denominata operazione “Green thumb” (Pollice verde): 23 gli indagati, tra i quali allevatori, commercianti e camerieri, in gran parte residenti ad Olbia. Nel giugno scorso, i carabinieri hanno eseguito 17 misure cautelari: 10 in carcere e sette ai domiciliari. Secondo gli inquirenti sarebbe stato stroncato un giro d’affari pari a circa 15 milioni di euro. La difesa agguerrita ha fatto ricorso al Riesame, ottenendo l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere che era stata emessa dal gip del tribunale di Sassari. Tutti sono stati rimessi in libertà. Ora, la conclusione delle indagini preliminari, coordinate dal sostituto procuratore di Tempio Cristina Carunchio. I fatti contestati si riferiscono al 2017.

Al vertice dell’organizzazione, stando all’inchiesta, Gesuino Zarra 66 anni, di Buddusò, residente ad Olbia, allevatore, il quale, secondo gli inquirenti, coltivava e cedeva la marijuana a Tore Baltolu, 58 anni, di Alà dei Sardi, e a Luigi Usai, 41 anni, anche lui di Alà, i quali, a loro volta, cedevano la sostanza stupefacente acquistata a Lucio Baltolu 57 anni, (fratello di Tore), e ad Antonello Bacciu, 29 anni, di Buddusò, che a sua volta la smerciava a terzi. La Procura contesta agli altri indagati la cessione in più occasioni di sostanza stupefacente. Si tratta di Fortunato Helton Davoli, 38 anni, residente ad Olbia; Mirko Deiana, 33, di Olbia; Antonello Melis, 43, residente a Loiri Porto San Paolo; Bachisio Montesu, 47, residente a Monti; Dusan Petrovic, 29, residente a Olbia; Luigi Usai, 41, di Alà; Giovanni Canu, 40, di Buddusò; Marco e Massimiliano Castelletta, 29 e 24 anni, residenti a Olbia; Antonio Sebastiano Corsi, 59, di Nuoro; Oscar Raffaele Garau, 54, residente a Santa Teresa di Gallura; Gabriele Mascia, 60, residente a Nuoro; Natascia Petrovic, 30; Malgorzata Augustynowicz, 42; Emanuele Fundoni, 35; Lorenzo Corsini, 43; Carlo Luigi Addis, 47 e Aziz Ennabbar 50 anni, tutti residenti in città, e Ivan Scudellari, 45 anni della provincia di Brescia.

L’indagine, partita dallo stralcio di un altro procedimento re lativo all’omicidio di Pietro Nieddu ucciso dal compaesano Antonio Baltolu, figlio di Salvatore e nipote di Lucio, aveva portato tra agosto e settembre 2017 al sequestro delle due piantagioni di marijuana nelle campagne tra Monti e Berchidda. Dalle intercettazioni sarebbe emersa l’attività illecita. Il linguaggio agro pastorale utilizzato dagli indagati nelle loro conversazioni ritenuto criptico dalla Procura, è invece, secondo la difesa, che ne contesta la ricostruzione, del tutto normale per chi lavora nel mondo della campagna. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Giampaolo Murrighile,

Antonello Desini, Pietro Carzedda, Luca Tamponi, Mario Perticarà, Sergio Milia, Lorenzo Galisai, Lorenzo Soro, Giuseppe Mocci, Rosa Cocco, Pina Angela Corda, Pierangelo Loddo, Federica Strusi Usai, Giuseppina Chiscuzzo, Luigi Esposito, Salvatore Deiana, Pietro Pittalis e Paolo Tuffu.

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