Palau, sì all’imposta di soggiorno

La giunta dovrà ora stabilire i mesi e le tariffe da applicare. Critica l’opposizione, che ha votato contro

PALAU. Il Consiglio dice sì all'imposta di soggiorno. Il balzello delle vacanze per l'estate 2019 è stato istituito con i voti della maggioranza, la minoranza ha votato contro. Spetterà ora alla Giunta stabilire l'importo delle tariffe, compreso l'azzeramento del tributo annuo nei periodi della cosiddetta altra stagione, esclusi comunque di luglio e agosto nei quali è certo che verrà applicata. Finalità. «Il gettito, che sarà quantificato con un atto successivo, finanzierà interventi del settore turistico – spiega in aula il sindaco Franco Manna -, quelli a sostegno di strutture ricettive, manutenzione, fruizione e recupero di beni culturali e ambientali. Ma anche per servizi pubblici, compresi quelli volti a contrastare il fenomeno dell'abusivismo delle strutture ricettive».

Strutture. La tassa giornaliera dovrà essere versata, sino a un massimo di 15 pernottamenti consecutivi, da chi soggiorna in alberghi, villaggi turistici, campeggi, aree di sosta caravan, case e appartamenti vacanza, ostelli, affittacamere, residence, b&b, agriturismo e strutture di turismo rurale. Il balzello, oltre che dai proprietari di seconde case affittate o cedute in comodato per uso turistico e ricreativo, dovrà essere pagato anche per la Marina resorts, cioè per i charter che ormeggeranno nel porto del comune di Palau. Privati e operatori economici diventeranno agenti contabili, dovranno cioè incassare e riversare il tributo pagato dai clienti nelle casse comunali. Per i proprietari di seconde case la Giunta potrebbe stabilire, in via sperimentale, la facoltà di pagare una somma forfettaria annua da versare entro giugno.

Esenzioni. Sono esenti dal pagamento i minori sotto i 14 anni e coloro che hanno compiuto 70 anni. I portatori di handicap, malati che debbono effettuare visite mediche, cure o terapie in day hospital e coloro che assistono degenti nelle strutture sanitarie. I volontari, in caso di calamità. Autisti di pullman e accompagnatori turistici. I dipendenti di strutture ricettive con contratto a tempo indeterminato. E forze armate e di polizia.

Voti contrari. «È una tassa iniqua – dice durante la dichiarazione di voto la capogruppo di minoranza della lista Obiettivo Palau, Paola Pischedda -. Grava solo sui turisti che soggiornano a Palau escludendo quelli giornalieri. È illegittima e crea disparità di trattamento perché verrà applicata a chi si trova in paese per motivi di lavoro, a eccezione di autisti dei pullman e guide turistiche. E dovrà pagarla chi ha un contratto a tempo determinato, come camerieri, commessi, magazzinieri, operai, tranne che i dipendenti di strutture ricettive». La minoranza contesta che l'imposta sia stata istituita senza la convocazione di un'assemblea aperta agli operatori del settore. «Inoltre, alcune aziende hanno già concluso i pacchetti vacanze per la stagione 2019 – sottolinea -. Quest'anno Palau ha registrato un calo di presenze del 30%, la tassa potrebbe comportare un'ulteriore diminuzione di turisti con conseguente
calo di fatturato per tutte le attività commerciali e artigianali».

Ribatte il primo cittadino: «Prima dell'adozione del tributo sono state sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive. La riunione era programmata per il 6 agosto».

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