L’ex pretura si rifà il look e sarà al servizio dei turisti

Sindaco e assessore hanno consegnato all’impresa il mandato per i lavori Si libera così lo Spazio Faber ma resta l’incognita del Museo sulla vita di De Andrè

TEMPIO. Sono stati consegnati ieri mattina in città dal sindaco Andrea Biancareddu e dall’assessore ai Lavori pubblici Francesco Quargnenti, i lavori per il completamento dei lavori dell’edificio storico dell’ex Pretura, in Via Monti Masa. L’opera, compresa la progettazione e gli interventi, è stata assegnata all’impresa aggiudicatrice Lucio Ledda, per l’importo di 152 mila euro.

Interventi incompiuti. La vecchia pretura, nel cuore del centro storico, è un edificio di notevole importanza nella memoria collettiva della città. Degradatasi con il passare degli anni, la struttura dopo la sua dismissione, ormai molto tempo fa, era stata sottoposta a una serie di interventi di risanamento rimasti però incompiuti per carenza di fondi.

Attualmente, al piano terra, ospita il Centro elaborazione dati e al primo piano l’Ufficio affissioni. Il resto dei locali, peraltro inagibile per l’assenza di idonee misure di sicurezza, anni or sono è stato, anche “oltraggiato” (soprattutto nelle volte e su alcune pareti), da interventi che gli esperti giudicarono poco rispettosi delle memorie storiche.

Danni. Attualmente i locali risultano anche ulteriormente rovinati dalle intemperie. Specialmente dall’umidità che penetra da un cortile interno, sul lato ovest (dove i lavori appena consegnanti prevedono una definitiva azione di risanamento) e dalla vetustà degli intonaci. L’intervento sicuramente più complesso che una volta terminato darà nuova vita ai locali, è quello da realizzare nello spazio che si affaccia su Via Monti Masa, esposta a nord, che presenta una parete raffazzonata alla bella meglio prospiciente quello che doveva essere un cortile. In quello spazio, i lavori prevedono la realizzazione di un castelletto di supporto per l’ascensore esterno e la realizzazione di una struttura metallica contente la scala antincendio. Le strutture saranno ancorate a terra con apposita fondazione in cemento armato e tiranti d’acciaio. Sia la balaustra della scala che la struttura metallica saranno dotate di pareti in vetro. Le due strutture, con la realizzazione di ingressi permetteranno, su due quote, l’accesso ai locali, sia al primo e sia al secondo piano, rendendoli quindi finalmente sicuri e fruibili.

Il futuro. I locali, una volta realizzati anche i necessari interventi interni di risanamento su ogni piano, saranno destinati a Centro servizi turistici. Si libererà così lo spazio Faber da questa incombenza e chissà che non si riuscirà a realizzare in esso ciò che l’architetto Renzo Piano aveva progettato a completamento del suo progetto:
ossia, il Museo Multimediale sulla vita e la produzione di De Andrè. Intervento già oggetto di richiesta di finanziamento, da parte dell’Unione e del quale però non si parla più da un bel po’ di tempo. Progetto definitivamente accantonato o soltanto rimandato a tempi migliori?



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