Per dire no al Piano Mancini Nizzi riparte dal rione Baratta

La Regione annuncia: «Se il progetto otterrà subito la Via, in 6 mesi il bando per l’appalto delle opere» Il sindaco: «Quella soluzione non mette al sicuro la città. Difenderemo lo studio che abbiamo fatto noi»

OLBIA. Nessun passo indietro, ma avanti tutta con il Piano anti-alluvione alternativo. Il sindaco Settimo Nizzi serra le fila in vista della due giorni del 4 e 5 settembre. E incontra i cittadini per spiegare il Piano Technital, presentato dal Comune come osservazione al vecchio progetto Mancini. Ma la Regione non la pensa proprio come Nizzi. Se è vero che sostiene di aver recepito alcune indicazioni arrivate dall’amministrazione, dall’altro insiste sulla bontà delle quattro vasche di laminazione.

No al Piano Mancini. Riparte da zona Baratta, una delle più colpite dall’alluvione del 2013, la crociata di Nizzi contro il progetto che prevede quattro vasche, l’abbattimento di alcuni ponti e l’allargamento dei canali. «Questa non è una battaglia politica – ribadisce il primo cittadino –. Già in passato io ho sostenuto e portato avanti progetti ereditati dal centrosinistra. Se il Piano Mancini avesse realmente messo in sicurezza persone e cose lo avrei appoggiato. E invece non è così. Noi portiamo avanti la nostra soluzione che è di un canale scolmatore con doppia canna più una vasca di laminazione o con due vasche e uno scolmatore a una sola canna. Non possiamo accettare interventi destinati a sfigurare Olbia che lasciano l’acqua dentro la città mettendo a rischio la vita delle persone».

La Via. La prossima settimana, alle 15,30 nella Stazione marittima, l’assessore regionale Edoardo Balzarini, in qualità di commissario di Governo per il rischio idraulico, illustrerà il Piano Mancini. Nel corso dell’incontro, atto finale dell’iter per ottenere la Valutazione di impatto ambientale, interverrà anche Marco Mancini, docente di Costruzioni idrauliche al Politecnico di Milano, redattore dello studio idrologico. La doppia riunione è inserita nell’iter di legge. «Il progetto avrà evidenza pubblica alla presenza dei cittadini e delle istituzioni coinvolte a partire dal Comune – spiega Balzarini –. Così è previsto nella procedura di valutazione di impatto ambientale. Ci deve essere un momento di presentazione del progetto e recepimento delle istanze ed eventualmente delle critiche per dar luogo, nel caso fosse necessario, ad adeguamenti progettuali e all’analisi delle soluzioni alternative. Lo stesso Comune nel tempo ha elaborato una soluzione diversa, attualmente in uno stadio inferiore di progettazione, comunque ricompresa nella procedura di Via». L’assessore Balzarini difende la scelta sul Piano Mancini. «Abbiamo portato avanti un percorso strutturato e coerente, avviato quattro anni fa, che costituisce un valido strumento per la mitigazione del rischio idrogeologico. È importante che venga realizzato con urgenza. Entro sei mesi, se la valutazione di impatto ambientale fosse positiva, si
potrebbe bandire l’appalto delle opere. Viene prevista in particolare una rinaturalizzazione dei corsi di acqua, San Nicola, Gadduresu e Seligheddu e che in parte vengono trattenuti con il sistema delle quattro vasche di laminazione, opere di salvaguardia che saranno realizzate a monte».

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