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Olbia, dal Consiglio di Stato sì al carretto delle granite

Un’ordinanza della Sezione V riforma il verdetto cautelare sancito dal Tar. Il Comune a inizio estate aveva vietato la vendita nei litorali alla “Sea and sun”

OLBIA. Nessuna contrapposizione con le condizioni della sicurezza alimentare. Così, parafrasando Lucio Battisti, il carretto passava e continuerà a passare e i ragazzi che lo spingono continueranno a gridare ”granita”. È il cuore della decisione sancita dal Consiglio di Stato, V sezione, che mette fine alla guerra delle granite partita lo scorso anno dal Comune di Olbia, contrario all’attività commerciale dei carretti sulle spiagge del litorale cittadino. Nel 2017 non ci furono ricorsi. Il contenzioso è poi scoppiato all’inizio dell’ultima estate, quando dal palazzo del governo cittadino è partito il divieto. Quel bicchierino di bibita al gusto di frutta rinfrescata con granaglia di ghiaccio non deve essere venduta, aveva sancito il Comune, fermando di fatto la vendita sul bagnasciuga.

Al Municipio aveva dato ragione il Tribunale amministrativo della Sardegna, adottando il 5 luglio scorso un’ordinanza cautelare negativa per la società Sea and sun di Atzeni e Deplano snc con sede a Monserrato. Ma l’impresa aveva opposto appello al Consiglio di Stato attraverso lo studio legale degli avvocati Eulo e Paolo Cotza, in Piazza Michelangelo a Cagliari. Con ordinanza numero 3930 pubblicata nella giornata di ieri, la Sezione V del Consiglio di Stato ha dato loro ragione, riformando la decisione del Tar.

Soddisfazione da parte dell’impresa, dichiarata con voce dei propri avvocati e ripresa immediata dell’attività di vendita nelle spiagge: «Oggi stesso», dichiarano i due legali che nell’appello avevano puntualizzato il valore economico dell’attività svolta dalla Sea and sun, composta da giovani imprenditori che vendono granite artigianali prodotte a San Sperate, vicino Cagliari.

Guerra finita ma non del tutto. La decisione del Consiglio di Stato (il Comune è stato rappresentato dall’avvocato Luca Mazzeo), arriva il 31 agosto, con l’affollamento delle spiagge che tende ormai a calare. Quindi la Sea and sun si accinge a chiedere il risarcimento economico per i mesi di giugno, luglio e agosto nei quali l’alt del Comune ha inibito la vendita delle granite.

Il Consiglio di Stato, spiega la motivazione dell’ordinanza, «considerato che – non essendo in contestazione la sicurezza alimentare, il preconfezionamento e la conservazione dei prodotti oggetto della vendita – sussistono a prima vista, avuto riguardo alla necessaria valorizzazione della libertà di iniziativa economica, i presupposti per l’accoglimento dell’articolata istanza cautelare».

Motivazione accolta con favore dall’azienda e dagli avvocati. «Il Consiglio di Stato – osservano Eulo e Paolo Cotza – ha esaminato con attenzione il problema, adottando una decisione importante anche come indicazione generale, oltre il caso specifico estendibile a tutti i Comuni rivieraschi. Soprattutto perché mette in primo piano la libertà di iniziativa economica. Insomma, la regola è che se si dice no, devono essere reali ed espressamente indicate le motivazioni. Se così non è, si tratta di argomentazioni suggestive per vietare l’attività». Una vicenda analoga aveva coinvolto l’anno scorso anche il Comune di Santa Teresa di Gallura. (gpm)