Lunedì il piano Mancini va in consiglio comunale

Saranno messe in votazione le osservazioni presentate al progetto antialluvione ll sindaco: «Avanti col referendum». La minoranza: «Follia scaricare sui cittadini»

OLBIA. Dalla Stazione marittima all’aula di Poltu Quadu. Dopo l’esame delle osservazioni al Piano Mancini all’interno della procedura di Valutazione di impatto ambientale, la discussione si sposta in Consiglio. Lunedì alle 16 maggioranza e opposizione si incontrano per esaminare e votare le osservazioni che puntano a modificare o migliorare il progetto anti-alluvione. Ieri pomeriggio passaggio obbligatorio in Commissione Urbanistica prima dell’arrivo della delibera in aula. Delle osservazioni fa parte la proposta progettuale della Technital, la società che per conto del Comune ha realizzato una soluzione alternativa al Piano Mancini. Invece che quattro vasche di laminazione e un canale scolmatore, solo due vasche e 11 chilometri di galleria.

Binari diversi. Per capire meglio il dibattito è necessario però ricordare alcune differenze. Il Mancini è un progetto definitivo che nel corso degli anni ha attraversato una parte del lungo iter burocratico verso l’approvazione. Da studio di fattibilità è diventato progetto definitivo ed è approdato, con una versione corretta rispetto alla prima stesura, alla fase della Via. Il Piano Technital è ancora uno studio di fattibilità ma con un lavoro di dettaglio avanzato perché pensato per diventare progetto definitivo, fase in cui verrebbe perfezionato con ulteriori studi. Al momento è però solo un’osservazione al Piano Mancini. Il commissario di Governo per le opere anti-alluvione, l’assessore Edoardo Balzarini, ha spiegato che se il Piano Mancini ottenesse la Via, i lavori potrebbero andare in appalto in pochi mesi. Referendum. Ipotesi di fronte alla quale il sindaco, Settimo Nizzi, rilancia con una dura opposizione e un referendum. Nizzi è certo di un plebiscito contro il Piano Mancini. «La comunità è contro questo progetto – ha detto alla Stazione marittima –. La Regione si è intestardita, ma noi ci opporremo». Dall’assessore Balzarini parole distensive. «È stato un confronto democratico, utile e proficuo, condotto in modo corretto, pur nella diversità di opinioni e valutazioni». Parole di fuoco dall’opposizione per cui il referendum è a metà tra la soluzione ponziopilatesca e lo scaricabarile. «Come se un chirurgo che deve operare un bambino al cuore dicesse ai genitori: decidete voi se devo intervenire – commenta Antonio Loriga a nome del Pd –. Noi allora ci siamo assunti la responsabilità di mettere in sicurezza la città. E solo grazie al progetto Mancini e al nostro voto che
oggi ci sono 150milioni di euro. Chi oggi governa allora scappava dalle sue responsabilità. E ha aspettato le elezioni per elaborare una soluzione alternativa, invece di presentarla subito. Usando un tema delicato come la vita e la sicurezza dei nostri concittadini per fini elettorali».

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