Air Italy, ora si protesta in treno: «No ai trasferimenti a Malpensa»

I lavoratori hanno sfilato per le strade della città a bordo del mezzo dell’Aspo dedicato ai turisti Lunedì lo sciopero di 4 ore e il Consiglio comunale aperto. Ancora nessuna convocazione al Mise

OLBIA. Stavolta i turisti sono rimasti a terra. Sul trenino dell’Aspo sono saliti i lavoratori di Air Italy. È l’ultimo capitolo della mobilitazione generale in vista dello sciopero di lunedì. Ieri sera il no al trasferimento di 51 dipendenti di terra da Olbia a Malpensa ha così fatto il giro delle strade della città. Un modo per raccogliere maggiori consensi e per raggiungere più gente possibile. Il timore di lavoratori e sindacati, così come quello della politica locale, è che il trasferimento dei 51 lavoratori, che segue quello di decine di tecnici, non sia altro che il primo passo verso un graduale abbandono di Olbia da parte dell’azienda. Per questo l’obiettivo dei lavoratori è coinvolgere nella protesta tutta la comunità. La centralità di Olbia e della Sardegna, per quanto riguarda il futuro di Air Italy, diventa un qualcosa da difendere con i denti.

Giro in treno. Ieri sera i lavoratori Air Italy, trasferiti e non, con appresso le loro famiglie, si sono dati appuntamento davanti al municipio. Tutti armati di volantini e bandiere dei sindacati, hanno anche srotolato uno striscione dove si legge «Trasferimenti? No, grazie. La base è Olbia». Durante il tragitto i lavoratori hanno distribuito volantini e hanno manifestato per le vie di Olbia tutta la loro preoccupazione per via delle lettere di trasferimento appena ricevute.

La mobilitazione. I lavoratori di terra di Air Italy, da qualche giorno, hanno inoltre dato vita anche ad altre forme di mobilitazione e sensibilizzazione. Per esempio hanno fatto visita ai commercianti di tutte le attività di Olbia e di altri centri della Gallura per distribuire volantini e scattare delle fotografie che sono poi state pubblicate sulla pagina Facebook «Kara AirItaly Olbia». Anche questo un modo per rendere il più estesa possibile la protesta.

Verso lo sciopero. Quella di lunedì sarà una delle giornate più importanti. Filt–Cgil, Fit–Cisl, Uiltrasporti e Ugl Ta hanno proclamato uno sciopero di 4 ore per dire no ai trasferimenti a Malpensa. Trasferimenti ritenuti tra l’altro inutili, visto che secondo i sindacati il lavoro dei dipendenti può essere tranquillamente svolto anche a distanza, quindi sempre a Olbia. Di mattina, dalle 8, si terrà un sit–in di fronte alla sede di Air Italy. Invece alle 10 si riunirà il Consiglio comunale aperto. Il presidente del Consiglio Giampiero Mura ha esteso l’invito a sindacati e associazioni di categoria. Prevista la partecipazione della Regione, in prima linea contro i trasferimenti in Lombardia. Solo pochi giorni fa il governatore Francesco Pigliaru e l’assessore ai Trasporti Carlo Careddu hanno incontrato l’ambasciatore del Qatar per ribadire il no ai piani programmati dall’azienda, appunto controllata per il 49 % da Qatar Airways. Prevista anche la partecipazione del deputato M5s Nardo Marino. Nel frattempo si è ancora in attesa della convocazione
di un nuovo incontro al Mise. Quello di fine luglio, al quale non aveva partecipato nessun esponente del governo, si era concluso con un nulla di fatto. Ci si era lasciati con il proposito di un nuovo incontro da convocare per metà settembre. Al momento, però, tutto tace. (d.b.)

TrovaRistorante

a Olbia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro