G20, Arzachena si batte per il parco di Capriccioli

Il sindaco Ragnedda e una delegazione al summit sulle spiagge in corso a Bibione «Impegnati anche con un progetto di salvaguardia delle dune a rischio erosione»

ARZACHENA. I sindaci dei comuni inseriti nella top 20 italiana dei lidi che attirano il maggior numero di turisti fanno quadrato intorno al problema dell'erosione costiera. In queste ore, ai tavoli di concertazione tecnici e istituzionali del G20 spiagge – primo summit nazionale ospitato a Bibione, nella costa veneziana -, siede anche il primo cittadino di Arzachena, Roberto Ragnedda, accompagnato dai delegati del Governo del territorio, Claudia Giagoni, della Cultura, Valentina Geromino e dell'Ambiente, Michele Occhioni. I sindaci stanno disegnando modelli e buone pratiche di cooperazione per salvare i granelli dorati nei venti comuni che valgono 60milioni di presenze turistiche l'anno. Arzachena, con le sue spiagge di Porto Cervo e della Costa Smeralda, i litorali di Cannigione e Baia Sardinia è l'unico comune sardo invitato all'evento per la rilevanza nel comparto turistico balneare: il numero annuo di presenze ha raggiunto quota 1milione 250mila. «Arzachena dà il suo contributo al G20: a livello locale lavorerà per la creazione del parco di Capriccioli – dichiara il sindaco, che ha in mano la delega del Turismo -. Ma anche al progetto di salvaguardia delle dune nelle spiagge a rischio erosione e a una programmazione delle politiche turistiche di più ampio respiro basata su progetti forti e identitari capaci di attrarre finanziamenti. Bisogna investire sulle specificità del territorio. Tutto questo senza dimenticare le nuove tecnologie». I risultati di 16 tavoli tematici del summit al quale hanno aderito 260 partecipanti provenienti da sette regioni del Bel Paese, confluiranno in un documento unitario del primo G20 che sarà sottoscritto oggi. Con i modelli e le buone pratiche di cooperazione per contrastare il fenomeno del sovraffolamento turistico, quello che alla lettera è definito “overtourism”. Tra le sfide del futuro, oltre a un confronto sulle prospettive di un turismo che ha ancora grandi potenzialità di sviluppo, c'è l'elaborazione di nuove strategie e soluzioni condivise per contrastare l'eccessivo affollamento che rischia di soffocare le località balneari con traffico e bagnanti.

«Il G20 è un punto di partenza – afferma Ragnedda –, nell'immediato, puntiamo a un coordinamento tra le destinazioni balneari italiane, al fine di applicare metodologie e modelli del Piano strategico di sviluppo del turismo (Pst) del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo». Altro tema caldo del G20 Spiagge, che interessa 30mila imprese del turismo, la direttiva Bolkestein. Dal 31
dicembre 2020, in base alla normativa vigente, le amministrazioni pubbliche competenti dovranno affidare nuove concessioni demaniali marittime con finalità turistica attraverso una procedura a evidenza pubblica. Altro tema, l'abusivismo commerciale. Una piaga per tanti centri balneari.

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