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“L’Attittu”, Muzzeddu racconta l’antico lamento funebre

AGGIUS. L'Attittu: é il titolo del nuovo libro di Andrea Muzzeddu , professore di Scienze Umane, oggi in pensione, dopo aver insegnato all'Istututo Magistrale di Sassari e ai licei di Ozieri e...

AGGIUS. L'Attittu: é il titolo del nuovo libro di Andrea Muzzeddu , professore di Scienze Umane, oggi in pensione, dopo aver insegnato all'Istututo Magistrale di Sassari e ai licei di Ozieri e Tempio oltre che docente di "Metodologia Didattica all’Euromediterraneo di Tempio. Pubblicato per i tipi di Phileas Edizioni, con prefazione di Paolo Filigheddu e ricchi ed esplicativi disegni di Simone Sanna, l'Attittu intende ripercorrere l'antica tradizione del lamento funebre, la morte , il pianto e la sepoltura nella civiltà dei sardo-galluresi e nella cultura mediterranea. «Anticamente in Gallura- riporta l'autore una citazione di don Francesco Cossu autore di "Tradizioni popolari della Gallura pubblicato negli anni '70 del secolo passato- si invitavano certe donne come "prefiche" per elevare in coro le lodi dell'estinto e il compianto per la sua perdita». L’autore continua: «Il lamento funebre veniva eseguoto dalle "addolorate" che generalmente era donne imparentate col defunto, oppure, quando queste non risultavano idonee a forgiare lamenti funebri secondo lo stile e il linguaggio tradizionale, erano donne estrane e alla cerchia familiare, dette "prefiche", dotate di poetica estemporanea collegata alla produzione culturale locale. A queste ultime inoltre si faceva ricorso quando, data l'importanza del defunto, si desiderava un rito all'altezza della dignità del morto. A esequie avvenute, le prefiche venivano pagate quasi sempre con generi alimentari e pochi denari». Il lamento intorno al morto era comunque un costume con radici antichissime nelle diverse are del Mediterraneo. In Sardegna si radicò soprattutto nei borghi del suo interno: in Gallura ebbe una forte pratica, mutuata anche dalla vicina Corsica dove il lamento funebre aveva assunto il nome di "vocero". Esempi si possono trovare nel celebre romanzo "Colomba" di Prospero Mérimée. Di tutto riporta una vasta e accurata testimonianza il libro di Andrea Muzzeddu. Il quale poi aggiunge una serie di suoi testi poetici dedicati alla scomparsa di suoi familiari. (t.b.)