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Monti, vermentino record. I soci: «Il cda deve restare»

L’assemblea della cantina cancella il limite di 3 mandati consecutivi con 138 voti. Scelta motivata dai risultati dell’attuale gestione sia per gli utili che per le risorse

MONTI. Squadra che vince non si cambia. È un po’ questa in sintesi la motivazione che ha spinto 60 soci su 134 della Cantina del vermentino di Monti a raccogliere le firme per indire un’assemblea e chiedere la modifica dello statuto. In particolare il superamento dell’articolo che limita la rieleggibilità degli amministratori a tre mandati consecutivi. Modifica passata poi con il seguente responso: 145 aventi diritto, 138 voti favorevoli, 4 astenuti e 3 contrari.

Ma non è l’unica novità nella Cantina del vermentino, società cooperativa agricola. Nell’assemblea dei soci, convocata dal presidente Mauro Murrighile, è stato modificato un secondo articolo con la dovuta integrazione dell'oggetto sociale e l'inserimento della dicitura “Trasformazione e vinificazione delle uve conferite dai soci”. L'assemblea si è svolta alla presenza e sotto la consulenza legale del notaio Laura Faedda di Sassari. I soci, in questi 62 anni di vita della coop, rarissime volte hanno sentito l'esigenza di modificare lo statuto. A sentir loro le motivazioni sono diverse. L’andamento della cantina in continua espansione, un’ottima gestione dal punto di vista operativo, tecnico, commerciale; la partecipazione a un bando della Regione che la vede capofila, con l’attribuzione di 2 milioni e mezzo di euro che permetteranno di migliorare il già moderno stabilimento, ma soprattutto la remunerazione dell’uva quasi raddoppiato da quando è subentrata l'attuale dirigenza. Elementi che hanno creato un clima di fiducia che ha spinto un nutrito gruppo di soci a raccogliere le firme e chiedere la possibilità della continuità amministrativa dell'attuale Cda. Raramente si era vista un'assemblea così partecipata e numerosa. Sentito in modo particolare la possibilità della rielezione degli attuali amministratori al termine del terzo mandato. In apertuta dei lavori il presidente Mauro Murrghile, nel constatare la legalità, per la presenza superiore al terzo dei soci previsto per legge (145), ha ricordato come si è arrivati alla convocazione dell'assemblea e all'inserimento dei due punti all’Odg. Nel dibattito, sereno e costruttivo, è emerso qualche distinguo: Quirico Sanna ha espresso delle perplessità sul superamento del vincolo del terzo mandato; Gianni Corda ha sostenuto che i soci siano solo conferitori delle uve da loro prodotte; Nando Sanna ha chiesto votazioni separate per le deleghe e Luciano Lambruschi ha chiesto chiarimenti sul superamento del terzo mandato. Dopo il dibattito si è passati alla votazione. La stessa assemblea, che ne ha titolo giuridico, ha deciso di votare, in maniera palese, per alzata di mano. È stato poi ribadito che altri soci, singoli o in gruppo, potranno candidarsi alle prossime elezioni per amministrare la coop.