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Guerra a plastica e rifiuti «Così salviamo il mare»

Ad Arzachena tavola rotonda con Mauro Pelaschier, ambasciatore di One Ocean In campo anche gli allievi delle associazioni sportive per la pulizia delle spiagge 

PORTO CERVO. Nel 2050 in mare ci saranno più plastiche che pesci. È il monito che Mauro Pelaschier, ex timoniere di Azzurra, sta lanciando in 12 porti con i colori di One Ocean, il progetto di sostenibilità dello Yacht Club Costa Smeralda. In terra sarda, il messaggio è stato accolto da istituzioni e rappresentanti di turismo e marinerie, settori che viaggiano su una rotta di accoglienza e servizi sempre più green. Il testimonial della nobile causa per la salvaguardia del mare sta compiendo il periplo d'Italia con il Crivizza, storico sloop del 1966, rigorosamente in legno. Racconta il suo viaggio allo Yach club Porto Cervo, nona delle 12 tappe del percorso. «Le coste italiane sono meravigliose ma sporche – dice Pelaschier -. I rifiuti trovati vicino alle città, sulla foce dei fiumi e in superficie sono solo la punta dell'iceberg. A tutti noi spetta il compito di intervenire. Il mio contributo lo sto dando da marinaio, sto affidando la Charta Smeralda ai circoli velici, come lo Yacht club Cannigione e il Club nautico Arzachena, dove si allevano campioni e si insegna loro a navigare rispettando il mare». Gli allievi delle associazioni sportive raccolgono monito, codice etico della Charta Smeralda e insegnamenti da Pelaschier anche durante la pulizia di alcune delle spiagge di Cannigione da plastiche e rifiuti abbandonati o spiaggiati dalla corrente marina e dal vento. Iniziativa patrocinata dal Comune di Arzachena. A Porto Cervo, la tavola rotonda è l'occasione di un confronto per studiosi e rappresentanti di nautica e turismo. «Abolire la plastica monouso è uno dei nostri obiettivi – dice Raffaella Giugni di Marevivo -. Mentre sta per diventare legge la richiesta di bandire la microplastica da cosmetici e cotton fioc, invitiamo i sindaci a emettere ordinanze di divieto contro l'uso di plastica monouso». Il ricercatore Sandro Carniel sottolinea che la stabilità del clima sul nostro pianeta dipende dall’oceano. «Ma nessuno lo sa – afferma -. La comunicazione gioca un ruolo importante». Per Giulia Ceccherelli, biologa dell'Università di Sassari, occorrono didattica, ricerca e comunicazione. «Dobbiamo preoccuparci della plastica ma anche dello sfruttamento delle risorse, ad esempio regolamentando la pesca». L’amministratore delegato dello Yacht club Costa Smeralda, Giuseppe Sircana ricorda la naturale inclinazione del sodalizio al rispetto ambientale. «Il 100% dell'energia elettrica della struttura deriva da fonti rinnovabili. Fra l'altro, sono stati collocati erogatori di acqua potabile che hanno permesso un risparmio di circa 40mila bottigliette di plastica». Il direttore del Consorzio Costa Smeralda, Massimo Marcialis, ricorda la convenzione siglata col Comune per la pulizia delle spiagge, il posizionamento di cestini per la differenziata e l’adesione alla campagna eco cannucce con la distribuzione negli hotel della Costa Smeralda di cannucce biodegradabili o riutilizzabili.