Sindacati e dipendenti: «Noi traditi, altro personale a rischio»

Lavoratori e sindacati si sentono traditi. Soprattutto dopo l’accordo quadro del 2016 «che aveva permesso di salvare Meridiana» con centinaia di licenziamenti. Lo dice Franco Monaco della Filt–Cgil:...

Lavoratori e sindacati si sentono traditi. Soprattutto dopo l’accordo quadro del 2016 «che aveva permesso di salvare Meridiana» con centinaia di licenziamenti. Lo dice Franco Monaco della Filt–Cgil: «Non c’è nessuna traccia di piani di sviluppo per Olbia e per il personale di terra». Mirko Idili, segretario Cisl, parla di scippo: «Questi trasferimenti sono un insulto». Elisabetta Manca, Uil Ta, parla di nuove giornate di protesta, mentre Nicola Contini, Ugl, sollecita un incontro al Mise. Marco Bardini, Anpav, mette in guardia: «I trasferimenti potrebbero interessare anche decine di assistenti di volo. Air Italy, per Olbia, è come l’Ilva a Taranto». Un no arriva anche da Luisa Di Lorenzo, al nome del Tag Gallura, e da Alessandro Brandanu dell’Usb. Particolarmente applaudito l’intervento di Gianni Mei, uno dei 51 trasferiti: «È il mio primo sciopero in 32 anni di lavoro. Tra 20 giorni la mia vita e quella della mia famiglia sarà cappottata. Questo è un capriccio, perché il nostro lavoro
si può svolgere da Olbia come abbiamo sempre fatto». Applausi anche per Daniele Valentino, pure lui un trasferito, che per primo ha lanciato l’idea di chiedere la sospensione dei trasferimenti. All’incontro è intervenuta anche Confindustria, per voce del direttore Giansimone Masia.


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