Air Italy, Marino (M5s) assicura: «Il nostro impegno è massimo»

Il deputato si difende dalle critiche: «Il Governo non si è disinteressato, noi contro i trasferimenti» Si attende un nuovo incontro al Mise. La proposta di Satta (Upc): «Chiamiamo il principe Aga Khan» 

OLBIA. La strada è tutta in salita. Ma il Movimento 5 stelle non volta le spalle ai 51 lavoratori Air Italy trasferiti a Malpensa. Lo assicura il deputato olbiese Nardo Marino. «Si sbaglia chi pensa che il Governo si stia disinteressando alla questione. Purtroppo questa impresa è estremamente in salita. Non sarà facile evitare i trasferimenti, ma l’impegno c’è. A tutti i livelli». Lunedì mattina, nel corso del consiglio comunale convocato per discutere della vertenza Air Italy, sono partiti diversi attacchi al Governo gialloverde, accusato di snobbare la questione trasferimenti. Di conseguenza il deputato Marino è stato invitato a essere più incisivo nell’opera di convincimento a Roma. Pressioni arrivate sia dai sindacalisti che da alcuni consiglieri regionali. Marino, però, non ci sta e difende il lavoro suo e del Governo.

Nardo Marino, deputato di M5S
Nardo Marino, deputato di M5S


Governo al lavoro. Nel mirino delle critiche il primo incontro che si è tenuto lo scorso 31 luglio al Mise, senza ministri né sottosegretari. «L’incontro era in programma il 3 agosto, ma su richiesta di una delle parti era stato anticipato al 31 – spiega Marino –. In quei giorni alla Camera era in discussione il Decreto dignità e i ministri erano in aula. Anche io ero alla Camera, ma aveva comunque partecipato la senatrice Evangelista. Era presente il vice capo di gabinetto, Giorgio Sorial, persona scelta dallo stesso Luigi Di Maio per seguire le vertenze e che era pienamente informato sulla questione». L’incontro di luglio, comunque, non aveva portato da nessuna parte. Adesso si attende una nuova convocazione, sempre al Mise, ministero guidato da Di Maio. «I contatti col Mise sono costantemente in piedi – assicura Marino –. Io sto facendo la mia parte. La strada è in salita, non sarà facile. Nell’accordo quadro del 2016 purtroppo non ci sono elementi impugnabili. Ma ripeto, l’impegno è massimo. Perché quella di Air Italy è una scelta che va contro l’etica delle nostre politiche del lavoro. È una delocalizzazione da una regione povera a una più ricca».

Oltre la dirigenza. Marino spera anche in un intervento dell’azionista, cioè il Qatar. E ci sperano anche il governatore Francesco Pigliaru e l’assessore regionale Carlo Careddu, visto che hanno da poco incontrato l’ambasciatore del Qatar proprio per cercare di scongiurare i trasferimenti. Dei manager di Air Italy, infatti, nell’isola non ci si fida più. Come dimostra anche Antonio Satta, sindaco di Padru e segretario Upc, che propone di interpellare l’Aga Khan: «Lui è sempre l’azionista di maggioranza. È una persona disponibile e attenta, sono convito che possa evitare i trasferimenti. Deve essere messo a conoscenza del dramma uma no di questa vertenza».

La moratoria. Resta poi in piedi la richiesta di sospensione dei trasferimenti (che scatteranno il primo ottobre) partorita nel corso del consiglio comunale aperto di lunedì, organizzato in occasione dello sciopero di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Una sospensione chiesta per cercare di ristabilire nel frattempo un confronto con l’azienda direttamente al Mise. Tra i lavoratori aleggia comunque il timore di nuovi trasferimenti, sia per il personale di terra che di volo. Air Italy, comunque, ha assicurato che oltre i 51 non sarà trasferito nessun altro dipendente del centro operativo. (d.b.)
 

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