Feste di settembre, ottimo bilancio

Calangianus, gran folla al concerto di Paola Turci. Soddisfatti i fidali del 1976

CALANGIANUS. Li fidali del 1976 ci tenevano non poco a ingaggiare per le feste di settembre una cantante di grido. Ci sono riusciti, scritturando Paola Turci. E il successo è stato davvero pari alle attese. Via Roma affollata di fans con alcuni gruppi arrivati da ogni angolo dell’isola, per godersi uno spettacolo apprezzatissimo e per di più gratuito. Come sempre.

«Paola Turci è stata davvero accattivante, simpatica, ci ha messo subito a nostro agio - dice la presidente Nadia Scanu -, al dilà del bello spettacolo che ha offerto con le canzoni del suo ultimo cd ed i suoi successi. Ha dialogato con noi, nessuna difficoltà a concederci una foto insieme con i nostri figli. Il tutto vissuto con naturalezza e grande classe».

Ora però è tempi di bilanci. Stanchi ma soddisfatti li fidali del 1976 che, per voce della presidente, hanno ringraziato tutti coloro che li hanno aiutati e rimarcato la bellezza dei rapporti di amicizia rinati nella fatica non lieve di portare avanti l’organizzazione della festa. «È cresciuta tra noi l’amicizia nello svolgere un lavoro faticoso ma importante. E poi che gioia sentirci coinvolti in un progetto per il nostro paese, quasi obbligato dalla tradizione ma allo stesso tempo un’occasione per poter dire che ci siamo, che vogliamo esserci e che ci siamo stati».

Unica nota triste, anche se loro non lo hanno detto, è che dei 97 coetaenei all’anagrafe, solo una ventina si son mobilitati per adempiere ai gravosi compiti. Ne ha fatto cenno don Umberto Deriu alla fine delle celebrazioni sottolineando il fatto da buon padre. «I dati parlano chiaro- ha detto - ma la generosità di chi ha aderito ha offerto un grande servizio alla comunità che ha bisogno nei vari campi di persone che si impegnino per gli altri. Non serve solo parlare ma occorre ascoltare le urgenze che emergono e dare risposte. Il paese sarà migliore se ognuno si rimbocca le maniche». Per il resto ben organizzate le processioni, con la partecipazione dei confratelli di Santa Croce, che don Umberto ha invitato a vedere non come un gruppo folk, ma una testimonianza che collega la fede di oggi alla storia religiosa della
comunità. Apprezzati i panegirici tenuti da don Efisio Coni e don Santino Cimino ma soprattutto è stato ascoltato con simpatia quello su Sant’Isidoro del diacono Cesare Nicolai, il giovane calangianese che la comunità segue con affetto nel suo cammino verso il sacerdozio. (p.z.)

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