Estate di fuoco: in cella piromane seriale

Santa Teresa. Francesco Occhioni, 36 anni, è accusato di incendio boschivo. Appiccava le fiamme con la “diavolina”

SANTA TERESA. Appiccava gli incendi con la “diavolina” e andava via. Per poi ritornare laddove erano divampate le fiamme, tra boschi e macchia mediterranea incenerita, e offrire addirittura il suo aiuto agli uomini dell’antincendio. Gli investigatori, guidati dal dirigente dell’ispettorato forestale della Gallura, Giancarlo Muntoni, l’hanno definito “piromane seriale” e gli attribuiscono la responsabilità di venti incendi appiccati nell’estate 2017 e nell’estate 2018, a Santa Teresa. Roghi che hanno lambito villaggi turistici e abitazioni mettendo a repentaglio la sicurezza di turisti e residenti e mandando in fumo ettari di boschi e macchia mediterranea.

Da giovedì pomeriggio, Francesco Occhioni, 36 anni, di Santa Teresa di Gallura, si trova rinchiuso nel carcere di Nuchis in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Andrea Pastori su richiesta del sostituto procuratore Ilaria Corbelli che ha coordinato le indagini condotte dalla Forestale. È accusato di incendio boschivo.

«Complimenti» avrebbe detto agli agenti andati a prelevarlo in forze direttamente nel negozio dove lavora, un punto vendita del fai da te, settore ferramenta, nella zona artigianale di Santa Teresa. Un arresto inaspettato nei confronti di un insospettabile, che ha destato parecchio clamore nel piccolo paese. A lui, il nucleo investigativo dell’Ispettorato forestale, insieme al personale della stazione e della base navale di Palau sono arrivati dopo mesi di meticolose indagini: osservazioni, appostamenti e pedinamenti quotidiani sotto il sole cocente dell’estate. E, poi, acquisizioni di testimonianze, materiale fotografico e video, ma anche tabulati telefonici e attraverso il Gps installato sulla sua auto attraverso il quale gli investigatori seguivano tutti i suoi movimenti. «Ad ogni incendio, lui era lì, nel punto di innesco a guardare cosa succedeva, un atteggiamento tipico dei piromani, i quali godono della situazione che si viene a creare. Spesso dava il suo aiuto e partecipava attivamente allo spegnimento delle fiamme», ha spiegato ieri, in Procura, il capo dell’ Ispettorato forestale Giancarlo Muntoni. «Abbiamo dato una risposta importante al territorio devastato da una serie di incendi – ha detto il procuratore della Repubblica di Tempio, Gregorio Capasso, aprendo la conferenza stampa ed elogiando il lavoro della Forestale. Al suo fianco, il sostituto procuratore Ilaria Corbelli. «Per la Procura il risultato raggiunto è motivo di orgoglio, considerata anche la carenza di organico, ridotto al 50 per cento, che affligge i nostri uffici», ha rimarcato Capasso.

Ieri
pomeriggio il 36enne, difeso dall’avvocato Monica Liguori è stato interrogato dal gip Andrea Pastori e dal pubblico ministero. Il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere. Al termine dell’interrogatorio, il giudice ha confermato la custodia cautelare in carcere.

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