Air Italy, la protesta arriva tardi sciopero di 24 ore senza adesioni

La data di mobilitazione era stata rinviata di due settimane. Dipendenti della compagnia tutti al lavoro I sindacati: «Difendiamo le ragioni dell’agitazione, siamo contrari a ogni trasferimento a Malpensa»

OLBIA. Lo sciopero è andato male. Non ci sono dati ufficiali, ma sono gli stessi sindacati a parlare di scarsissima adesione. In fondo c’era da aspettarselo. La giornata di protesta è arrivata fuori tempo massimo. Inizialmente era prevista per il primo ottobre, cioè il giorno in cui era scattato il trasferimento dei lavoratori del centro operativo di Air Italy da Olbia a Malpensa. La Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero aveva però obbligato i sindacati a cambiare data per via di altri scioperi già proclamati nel settore del trasporto aereo. Di conseguenza, ieri, allo sciopero di 24 ore del personale di base a Olbia, proclamato da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, non ha partecipato quasi nessuno. I sindacati lo avevano messo in conto, ma allo stesso tempo difendono le ragioni della protesta portata avanti fino a questo momento contro il trasferimento di 51 dipendenti. «Condanniamo la scelta dell’azienda di trasferire i dipendenti, perché il loro lavoro può essere svolto anche a Olbia – commenta Sergio Prontu, segretario della Filt Cgil –. Continuiamo a ribadire che Air Italy deve restare in Sardegna. Ora è stato pubblicato il bando della continuità territoriale. Abbiamo saputo che anche Alitalia parteciperà al bando per Olbia. Speriamo che Air Italy partecipi con convinzione». Sulla stessa linea Gianluca Langiu, della Fit Cisl. «Lo sciopero non è andato bene. La data è stata spostata e nel frattempo la questione si è sgonfiata – commenta Langiu –. A prescindere dai numeri, ribadiamo comunque ogni concetto già espresso negli ultimi mesi». Nelle ultime settimane, tra l’altro, è anche calato il numero dei trasferiti da Olbia a Malpensa. Per i sindacati, il quadro è questo: 8 trasferiti d’ufficio, 13 volontari e 30 rimasti a Olbia perché in riqualificazione professionale o perché “salvati” dalla legge 104. Invece pochi giorni fa Marco Rigotti, il vicepresidente di Air Italy, in una lettera al presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau, aveva spiegato che l’azienda ha fatto di tutto per andare incontro ai lavoratori: «Air Italy non ha mai sottovalutato le esigenze personali e familiari. L’azienda ha informato con anticipo dei trasferimenti, ha invitato i colleghi a colloqui individuali, ha creato in tempi rapidi 25 nuovi posti di lavoro a Olbia, tutti promossi internamente tramite job posting e assegnati tra le persone che ne hanno fatto richiesta, dando priorità alle esigenze di quanti siano portatori di tutele di legge e lo ha fatto non perché obbligata, come strumentalmente
si sostiene, ma in nome di un’attenzione sociale che non è mai venuta meno». Poi l’ultimo passaggio: «25 dipendenti si sono trasferiti a Malpensa. Tuttavia l’azienda ha accolto che gli interessati prendessero servizio presso i nuovi uffici con alcuni giorni di ritardo». (d.b.)

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