«Niente proroga sui punti nascita, alla Maddalena è il vuoto assistenziale»

Sanità, parole dure del sindaco Biancareddu sulle scelte della giunta regionale. Scetticismo tra i cittadini che hanno partecipato alla protesta a Cagliari

TEMPIO. All’indomani della manifestazione a Cagliari a difesa della Sanità, a prevalere, sia fra la gente comune che tra le forze politiche, è lo scetticismo. Accompagnato però anche dalla volontà ferrea di non retrocedere nella lotta. «Abbiamo capito ormai – dicono alcuni partecipanti tempiesi alla manifestazione regionale – che la giunta Pigliaru si trova ormai nell’assoluta incapacità di chiedere al Governo alcun tipo di proroga. Forse mal consigliati, Pigliaru e la sua giunta hanno imposto una riforma sanitaria che, ottima magari in Lombardia o Piemonte, diventa invece disastrosa in Gallura e in altre zone dell’isola a causa, per esempio, delle distanze che esistono fra centro e centro. Ingigantite queste distanze dalla una viabilità in alcuni casi ancora preistorica».

Concetto questo che viene ripreso da Andrea Biancareddu, durante un incontro in Comune all’indomani dell’adunata di Cagliari. «L’assessore Arru e l’esecutivo di cui fa parte – dice Biancareddu – sono ormai al lumicino, difendendo l’indifendibile, arroccati sulle loro posizioni, incapaci di agire e non facendo neanche quello che, nello sfascio generale, potrebbero fare. Come ad esempio chiedere subito al Governo la deroga che consenta a Punti nascita, come quello di Tempio, la Maddalena, Alghero e qualche altro, di poter continuare a operare. Hanno preferito invece, non si capisce neanche con quale criterio logico, prendere una grossa cimosa e cancellare. Incuranti dei disservizi che stanno arrecando, soprattutto ai meno abbienti, agli anziani, alle persone sole e alle famiglie. Arru – dice ancora Biancareddu – ripete ormai ossessivamente le stesse cose. Giovedì a Cagliari ha enunciato gli stessi identici principi che il giorno prima aveva pronunciato a Tempio. Concetti peraltro già da lui espressi, sempre a Tempio, tre anni fa».

Biancareddu si sofferma anche su alcuni aspetti particolari, «che la dicono lunga sull’assurdità dei provvedimenti. Non voglio essere frainteso dai miei amici algheresi. Dico però che non si può paragonare il punto nascita di Tempio con quello di Alghero. Tutti i paesi che gravitano sulla città catalana sono più vicini a Sassari che ad Alghero, quindi hanno due buone possibilità di scelta in tempi brevi. In alta Gallura invece tutti i paesi che gravitavano sul punto nascita di Tempio, attualmente chiuso, e che vengono dirottati su Olbia, sono sottoposti a tempi di percorrenza con una tempistica di intervento inaccettabile sotto tutti punti di vista. Voglio dire praticamente che fra centri come Aglientu, Badesi, Luogosanto, Lu Colbu, Viddalba, Vignola, Bonaita e tanti altri ancora, eliminando Tempio, fra Sassari ed Olbia, dal punto di vista sanitario hanno creato il deserto».

Per
Biancareddu, infine, la convinzione che ormai non vi sia più nulla da fare. «A breve questa giunta finirà di esserci. A chi arriverà in Regione spetterà il compito di intavolare, anche sulla sanità, un discorso diverso, con i territori e con il Governo centrale».



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