il convegno
La lotta allo spaccio si fa nelle scuole
Sala affollata di studenti per l’iniziativa promossa dal Rotary
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OLBIA. La sala conferenze del Museo archeologico gremita di studenti, conferma due cose: ormai si parla di un fenomeno a tutti gli effetti, e non più di qualche sporadico episodio; poi sì, incontri del genere sono necessari. Il seminario "Droga: diffusione e dipendenza tra i giovani", organizzato dal Rotary club Olbia ha chiamato in causa scuole superiori e medie della città. In platea tantissimi ragazzi e ragazze, la maggior parte minorenni. A fare gli onori di casa Flavio Manunza, presidente del Rotary cittadino: «Non potevamo non essere sensibili al grave problema della droga, che anche nel nostro territorio è diventato un fenomeno preoccupante».
In questo senso, si è rafforzata l'attività di controllo all'interno degli istituti superiori olbiesi, per la felicità dei dirigenti stessi e dell'assessore comunale alla Pubblica istruzione, Sabrina Serra: «Siamo lieti di essere, nel territorio, tra i Comuni più virtuosi su questa battaglia». Alunni, docenti e dirigenti hanno ascoltato il maggiore Marco Salvagno, comandante della Guardia di finanza di Olbia. Una grande percentuale di spaccio avviene in strada, a preoccupare però è il crescente numero che riguarda le scuole. «E spesso – ha spiegato Salvagno – , durante i nostri interventi abbiamo a che fare con persone di età molto bassa e che non si rendono neanche conto della gravità di ciò che fanno».
Non poteva mancare una simulazione con la collaborazione di alcuni ragazzi della platea e il cane antidroga che lavora al fianco delle Fiamme gialle olbiesi. Appurati rischi e conseguenze, la palla è passata al docente Matteo Trimarchi, professore associato alla facoltà di Medicina e chirurgia dell'università Vita Salute di Milano. Si è parlato degli effetti devastanti causati dalle droghe all'interno del nostro organismo, le immagini proiettate sono state piuttosto forti. In seguito è stato proiettato un filmato girato dai Reef studios dove tre ragazzi della "Comunità arcobaleno" di don Andrea Raffatellu hanno raccontato la propria storia. «Si tratta di persone che hanno perso sé stesse – è il commento a margine del parroco della Sacra Famiglia –, bisogna imparare ad amarsi». Quindi le parole: «Attenzione, la vita è la vostra», monito ma anche pacca sulla spalla. Parole che hanno colpito anche il vice sindaco Angelo Cocciu, che ha portato il saluto dell'amministrazione assieme all'assessore al Turismo Balata. Infine niente imbarazzi e timori a parlare in pubblico da parte dei ragazzi: l'evento si è concluso con tante domande di studenti e studentesse molto interessati e preparati (uno studente delle medie parla di “Conseguenze penali”) e, da ieri, un po' più consapevoli. (Paolo Ardovino)
In questo senso, si è rafforzata l'attività di controllo all'interno degli istituti superiori olbiesi, per la felicità dei dirigenti stessi e dell'assessore comunale alla Pubblica istruzione, Sabrina Serra: «Siamo lieti di essere, nel territorio, tra i Comuni più virtuosi su questa battaglia». Alunni, docenti e dirigenti hanno ascoltato il maggiore Marco Salvagno, comandante della Guardia di finanza di Olbia. Una grande percentuale di spaccio avviene in strada, a preoccupare però è il crescente numero che riguarda le scuole. «E spesso – ha spiegato Salvagno – , durante i nostri interventi abbiamo a che fare con persone di età molto bassa e che non si rendono neanche conto della gravità di ciò che fanno».
Non poteva mancare una simulazione con la collaborazione di alcuni ragazzi della platea e il cane antidroga che lavora al fianco delle Fiamme gialle olbiesi. Appurati rischi e conseguenze, la palla è passata al docente Matteo Trimarchi, professore associato alla facoltà di Medicina e chirurgia dell'università Vita Salute di Milano. Si è parlato degli effetti devastanti causati dalle droghe all'interno del nostro organismo, le immagini proiettate sono state piuttosto forti. In seguito è stato proiettato un filmato girato dai Reef studios dove tre ragazzi della "Comunità arcobaleno" di don Andrea Raffatellu hanno raccontato la propria storia. «Si tratta di persone che hanno perso sé stesse – è il commento a margine del parroco della Sacra Famiglia –, bisogna imparare ad amarsi». Quindi le parole: «Attenzione, la vita è la vostra», monito ma anche pacca sulla spalla. Parole che hanno colpito anche il vice sindaco Angelo Cocciu, che ha portato il saluto dell'amministrazione assieme all'assessore al Turismo Balata. Infine niente imbarazzi e timori a parlare in pubblico da parte dei ragazzi: l'evento si è concluso con tante domande di studenti e studentesse molto interessati e preparati (uno studente delle medie parla di “Conseguenze penali”) e, da ieri, un po' più consapevoli. (Paolo Ardovino)
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