Palau, yacht via dal porto a luglio se l’ormeggio non è pagato

Con il nuovo regolamento comunale norme più severe per i posti barca. In caso di insoluto rimozione a spese del proprietario

PALAU. Rivoluzionato il metodo di pagamento dei canoni di ormeggio al porto turistico di Palau. Residenti e operatori commerciali rischiano la rimozione delle imbarcazioni se non verseranno il corrispettivo annuo entro i termini pattuiti. L'importo può essere pagato o in un'unica soluzione al momento della sottoscrizione del contratto, oppure in due tranche: una alla firma della convenzione, l'altra metà entro il 30 luglio. Prima dell'approvazione del nuovo regolamento comunale, passato in Consiglio a maggioranza (l'opposizione ha votato contro), era prevista una scadenza unica entro il 30 novembre, oppure due rate, la prima (facoltativa) a fine luglio, la seconda entro novembre. Un lasso di tempo troppo lungo, ha motivato la maggioranza, che crea squilibri nelle casse dell'ente locale. «Il Comune, previa diffida – si legge nel regolamento –, può disporre ingiunzione di sgombero dell'unità da diporto. In caso di inottemperanza si provvederà d'ufficio alla rimozione a spese del proprietario». Il nuovo regolamento entrerà in vigore il primo gennaio 2019. Prevede anche il divieto di utilizzo dell'area retrostante la direzione del porto turistico per lavori di rimessaggio, manutenzione e cantieristica navale, poiché «è inserita in un contesto urbano e ambientale da salvaguardare».

L'opposizione ha votato contro la proposta di eliminazione dell'area retrostante gli uffici del porto utilizzata sinora dai privati per eseguire le manutenzioni delle imbarcazioni. «Sarebbe stato sufficiente limitare l'utilizzo dell'area – ha dichiarato la capogruppo di minoranza Paola Pischedda -, cioè consentire ai titolari di piccole imbarcazioni di fare manutenzioni ordinarie per un periodo limitato di tempo. La tutela dell'ambiente può essere garantita attraverso la realizzazione di appositi dispositivi di raccolta di materiali di scarto, griglia e vasca di raccolta delle acque di lavaggio delle imbarcazioni. La maggioranza non considera la possibilità di gestire e migliorare un servizio esistente, ma decide di cancellarlo e a farne le spese saranno i cittadini e le casse comunali. Anche le modalità di riscossione sono in contrasto con una delibera che prevede l'invio di avviso bonario in caso di mancato pagamento». L'opposizione evidenzia che a ottobre la giunta ha istituito la consulta della portualità. «Ma non ci risulta abbia espresso alcun parere – sottolinea la Pischedda

–. Infine, non comprendiamo l'utilità della partecipazione del sindaco, di assessori o delegati al Mets, il salone internazionale riservato agli operatori privati della nautica da diporto di Amsterdam, per la quale sono stati impegnati come rimborso spese i soldi dei palaesi».
 

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