Santa Teresa, la storica casetta del Wwf torna all’antico splendore

La promessa dell’associazione nazionale dopo i veleni sul restauro

SANTA TERESA. Il Wwf Italia cambia rotta. Nella sede storica dell'associazione, in via Calabria, sarà ricreato uno spazio verde e verrà ripristinato l'antico pozzo. L’oasi verde nel cuore del centro urbano di Santa Teresa durante la prima fase dei lavori di messa in sicurezza e restauro era stata sostituita da una pavimentazione in cemento, causando una grande indignazione popolare. «Parlo a nome mio e degli 865 compaesani che in tre giorni hanno sottoscritto una petizione per chiedere il ripristino dello stato dei luoghi, dopo una necessaria opera di ristrutturazione», afferma durante l'affollato Consiglio comunale aperto Renato Quiliquini, figlio di Andrea, il socio fondatore della sede del Wwf Gallura che donò in vita la casetta dei primi del Novecento con il suo cortile al Wwf Italia.

«Chiediamo l'eliminazione del cemento, il ripristino del giardino, del pozzo e del forno, simbolo delle nostre lotte in difesa della natura, della nostra cultura e della nostra storia – spiega Renato, sintetizzando gli interventi di chi lo ha preceduto –, proprio nel rispetto della volontà di mio padre, che ha donato la sede per salvaguardare uno degli ultimi esempi di cortili verdi nel centro storico, di un sito in cui è stata fatta concretamente educazione ambientale, anche con le piante autoctone messe a dimora da mio padre e che non andavano strappate ma protette». In due ore e mezzo di dibattito, a tratti acceso, gli interventi dei cittadini, così come quelli degli ex soci del Wwf Gallura, puntano a far comprendere al Wwf nazionale che le ragioni dei malumori sono legati a una cancellazione dei valori storici e identitari.

«L'obiettivo non è fare un museo nella sede storica, il Wwf Italiana ribadisce di essere aperto al dialogo», dice la presidente Donatella Bianchi. Gaetano Benedetto, direttore generale del Wwf e Antonio Canu, presidente di Wwf Oasi, illustrano con nuove slide il progetto rivisitato, che vuole ridare gambe e forza alle battaglie di Andrea Quiliquini per farle vivere negli anni a venire. «Vogliamo che Santa Teresa torni ad essere il centro di un ambientalismo moderno – spiegano –, che guarda al futuro salvaguardano la memoria del luogo, senza contrastare però le normative sulla sicurezza. E con percorsi anche virtuali nel nuovo centro di educazione ambientale». Commenta il sindaco Stefano Pisciottu alla fine della seduta, che era stata richiesta dal Wwf

Italia.

«Un incontro utile per fare chiarezza da una parte e dall’altra, la discussione proseguirà ora in altre sedi». Scranni della minoranza vuoti. Secondo i consiglieri di “A cara a ventu”, l'argomento andava bene per un'assemblea popolare ma non del Consiglio».
 

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