Discarica, il sindaco Nizzi: «Qui non c’è la camorra»

Il primo cittadino querela chi ha accostato il nome della città ai traffici mafiosi. «Pronti a difendere Olbia da fenomeni da tastiera e politici in cerca di consenso»

OLBIA. Sporcata dalla macchina dei fanghi. Additata come città della camorra. Il sindaco Settimo Nizzi sceglie il Consiglio comunale per lanciare la sua arringa contro chi ha accostato il nome di Olbia ai traffici mafiosi. Il primo cittadino non scende nel merito dell’ inchiesta della Procura di Tempio su Spiritu Santu dove, secondo la magistratura sarebbero stati smaltiti irregolarmente e senza controllo i fanghi di depurazione dei rifiuti provenienti dalla Campania. «C’è una indagine e non intendo entrare nel merito – afferma Nizzi –. Ma abbiamo il dovere di difendere il buon nome di Olbia da personaggi insignificanti sotto tutti i punti di vista, alla bisogna nella politica così come nella vita. Fenomeni da tastiera».

Nizzi non lo nomina mai. Un trattamento che riserva ai suoi nemici. Ma il riferimento molto chiaro è all’ex deputato di Unidos, Mauro Pili che per primo aveva sollevato su Facebook il caso dei fanghi in arrivo dalla Campania. E a qualche altro personaggio impegnato in politica dalla sua poltrona davanti al pc. «Ho dato mandato ai legali del Comune di procedere contro chi non è stato buono e capace di fare bene nella sua vita e nel lavoro e vorrebbe insegnare a me la legalità – continua Nizzi –. Capisco che quando si fa politica in periodi pre-elettorali come questo tutti vogliano cercare di attirare consenso. Ma il consenso non si attira buttando fango, senza conoscere atti e fatti».

Nizzi spiega poi il motivo della sua assenza nella riunione organizzata dal Comitato di Murta Maria dopo il sequestro di parte dell’impianto di Spiritu Santu e l’avvio dell’inchiesta della magistratura. «Non sono stato invitato a quella riunione – afferma – e in contemporanea ne avevo un’altra fuori Olbia. Avrei anche potuto andare a Murta Maria ma ho deciso di non farlo per l’atteggiamento che il presidente del Comitato ha verso questa amministrazione. Andrò a Murta Maria una volta che avrò tutti gli atti e li avrò approfonditi. Parleremo con la gente, documenti alla mano. Non basandoci sul sentito dire come fa qualcuno che preferisce alimentare le bugie. A partire dal perché quella discarica si trova lì. Una scelta fatta dal Consiglio comunale di Olbia quando io ancora non ero in politica».

Con un complesso esercizio di gestione della rabbia Nizzi riesce a dosare le parole. Che suonano comunque pesanti come pugni sul naso. «Nessuno può permettersi, con parole indecenti, dette o sussurrate, di far credere che qui ci siano dei delinquenti pronti per essere portati in galera – conclude Nizzi –. Se qualcuno pensa di fare politica in questo modo, sbaglia di grosso».

La battaglia del primo cittadino fa consensi bipartisan. «Signor sindaco io sono con lei quando dice che bisogna difendere il nome della nostra città da chi la vuole accostare alla camorra», sono le parole del consigliere del Pd, Antonio Loriga.

E sull’utilizzo di un termine così infamante interviene anche il consigliere del Movimento Cinque stelle, Maria Teresa Piccinnu. «Nessuno del M5S ha mai accostato la camorra al caso di Olbia e mai la abbiamo nominata. Anche perché non lo pensiamo. Se il

sindaco non poteva però essere presente alla riunione a Murta Maria poteva mandare un suo rappresentante. Sono stati invitati il delegato della frazione e anche il presidente del Consiglio. In ogni caso serve impegnarsi per fare chiarezza su questa vicenda e in tempi rapidi».
 

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