Da Tempio una globetrotter di nome Martina

Dopo il “100” al liceo, gira il mondo e sogna un futuro da tatuatrice

TEMPIO. Si era diplomata allo Scientifico col massimo dei voti e per un anno ha fatto perdere le sue tracce. In realtà, è stata lei a mettersi sulle tracce di una vita e di un mondo diversi. Non le sono bastati i fantomatici 80 giorni, ma il suo giro del mondo, che deve inglobare ancora qualche bel luogo, a suo modo l’ha fatto. Parliamo di Martina Filigheddu, ventenne tempiese che, subito dopo il liceo, ha deciso di realizzare uno dei suoi sogni: andare a vedere quei luoghi di cui aveva sentito parlare e che non possono non essere visitati e conosciuti. Tutto questo non da semplice turista, ma da viaggiatrice che in ogni nuova meta che esplora trova un pizzico di quel senso di cui le cose di tutti i giorni, il quotidiano che si ripete come un rito anonimo, sembrano essere prive. Per ora il suo periplo del mondo si è concentrato su Asia e Oceania. Perché mai una liceale brillante attesa da una esaltante carriera universitaria dovrebbe fare altro nella vita e girare per il mondo come una piccola Hermann Hesse? «La ragione principale è stata che dopo il liceo ho realizzato che avere 19 anni capita una volta nella vita e ho sfruttato questo momento al massimo. Sono stata in Australia, Indonesia, Vietnam e Thailandia. Ora farò un corso per tatuare e poi si vedrà. Voglio fare anche l'università, ma non è questo il momento adatto. Stare cinque anni nello stesso posto al momento sarebbe quasi una punizione per me».

Diventerà una tatuatrice e farà nuove esperienze. «Voglio continuare a viaggiare», promette Martina, ricordando come le esperienze più gratificanti sono state quelle che in qualche modo l’hanno segnata dentro. «I ricordi più belli - dichiara - sono quelli dei tre mesi nei quali ho fatto le farm, tagliando cavolfiori, raccogliendo lattuga e non solo. È una vita stancante, ma a ritmo con la natura. Non posso poi dimenticare il periodo vissuto in una piccola isola a nord del Queensland piena di squali e coccodrilli. Le esperienze più forti sono state sicuramente i tunnel di Cu Chi in Vietnam, il campeggio di
tre giorni nel deserto australiano per vedere Uluru e l’immersione nella barriera corallina».

Nel diario di bordo di questa giovanissima giramondo c’è anche il ritiro in un monastero buddista in Thailandia, alla ricerca del silenzio e della vera contemplazione. (g.pu.)

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