Olbia, Settimo Nizzi: «Mai più rifiuti da altre regioni»

Il sindaco chiede al Cipnes lo stop allo smaltimento. E querela il deputato Pili per aver accostato la città alla camorra

OLBIA. Conferma la fiducia al Cipnes. Il sindaco Settimo Nizzi non ha dubbi sulla legalità delle operazioni di smaltimento dei rifiuti campani nella discarica di Spiritu Santu. Ma per tranquillizzare i cittadini, e in attesa che la Procura di Tempio concluda la sua indagine, chiede al Consorzio industriale di non trattare più rifiuti diversi da quelli sardi nell’impianto di Murta Maria. Lo fa in maniera ufficiale. Con una lettera al presidente Mario Gattu e al direttore Aldo Carta. Ma Nizzi va oltre. Nell’ultimo Consiglio comunale aveva annunciato che avrebbe difeso il nome di Olbia dalla macchina del fango accesa da alcuni personaggi politici. Ieri ha formalizzato la querela contro l’ex deputato di Unidos, Mauro Pili, e contro l’ex assessore provinciale Uccio Iodice. Il primo, via Facebook e anche pubblicamente, aveva accostato le operazioni di smaltimento a Spiritu Santu a quanto accade nella terra dei fuochi. Ipotizzando affari in stile camorristico. Concetti ribaditi e rilanciati sul web dall’ex assessore Iodice. Diffidato il presidente del comitato di Murta Maria, Corrado Varrucciu, per aver diffuso nell’assemblea della frazione, «informazioni non supportate dalla scienza su un presunto legame tra la discarica e l’aumento dei tumori tra gli olbiesi».

Stop ai rifiuti. Nizzi usa la mail certificata del Comune per la sua richiesta al Cipnes. «Sono convinto che il Consorzio abbia operato da sempre correttamente nel rispetto della normativa vigente – si legge nella nota –. Ciò nonostante, al fine di rassicurare la comunità, ritengo opportuno che il Cipnes debba porre in essere qualsiasi attività finalizzata a chiarire la propria posizione nella futura azione nel trattamento dei rifiuti. Chiedo pertanto di sottoporre all’assemblea il provvedimento di assoluto divieto di trattare qualsiasi tipo di rifiuto al di fuori della Sardegna. A prescindere dalla tipologia e dalla qualità anche se tale trattamento fosse consentito dalla legge, come e stato fino a oggi».

Nessuna camorra. Nizzi chiarisce poi il perché della querela a Pili e Iodice. «Non mi piace fare certe cose – afferma –. Che le persone cerchino di gettare discreto sulla mia persona, non è un problema. Avrei lasciato anche correre. Ma che si infanghi il nome di Olbia non lo posso accettare. Questi due personaggi continuano a scrivere e a dire una montagna di bugie. Forse pensano che il fatto di essere nascosti dietro un muretto a secco o dietro lo schermo di un pc li salvi dalle responsabilità. Io li perseguirò per sempre. Perché di fronte alla cattiveria senza limiti, non arretro di un passo».

Interrogazione e mozione. La mozione della Coalizione civica e Progetto Olbia, protocollata ieri mattina, risulta superata dalla lettera di Nizzi al Cipnes. I due gruppi di opposizione chiedevano al sindaco di chiedere lo stop all’ingresso dei rifiuti extra Sardegna. L’interrogazione del gruppo Prima Olbia riporta invece l’attenzione sull’arrivo dei fanghi campani e sull’esigenza di tranquillizzare i cittadini. «Bene ha fatto il sindaco a inviare la lettera al Cipnes. Ma è altrettanto importante che i tecnici del consorzio vengano ascoltati in commissione

Ambiente – dice il capogruppo Bastianino Monni –. È doveroso che tutti noi conosciamo l’iter e le procedure che hano portato all’arrivo dei fanghi campani. Ovviamente serve anche chiarezza dal punto di vista politico poiché, come Comune, abbiamo un delegato all’interno del Consorzio».

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